Da Mattarella a Orlando, la cultura dei cattolici democratici in campo

Focus

Un antico sodalizio politico e culturale dietro le prese di posizione del Capo dello Stato e del sindaco di Palermo

Non è un caso se ad opporsi a questo temps mauvaise – il tempo cattivo di Verlaine – siano stati in questi giorni due figli della cultura cattolico-democratica come Sergio Mattarella e Leoluca Orlando, tra l’altro due siciliani, sodali di vecchia data nelle battaglie contro la mafia e per il rinnovamento della politica, a partire dal loro partito, la Dc. Nella seconda metà degli anni Ottanta Sergio Mattarella e Leoluca Orlando combattevano a viso aperto – naturalmente con due stili diversissimi – la Dc dei Lima e degli Andreotti, battaglia infine vinta, seppure alla vigilia del crollo della Prima Repubblica e del partito che ne era stato l’architrave. In seguito le strade politiche si divisero: Mattarella esponente prestigioso del Ppi e (quindi) dell’Ulivo; Orlando protagonista della stagione dei sindaci e fondatore della Rete, piccola formazione cattolica molto radicale.

Non vogliamo forzare troppo, eppure sia il messaggio di Capodanno sia l’atto “ribelle” del sindaco di Palermo contro la legge Salvini sono entrambi conformi al medesimo anelito di superiore civiltà politica e umana che è costitutivo dei cattolici democratici.

Il Presidente della Repubblica ha tracciato le linee di uno Stato perfetto – lo ha evidenziato Eugenio Scalfari – nel quale tutte le persone oneste e giuste possono ritrovarsi, nella solidarietà e nella giustizia: ed è per questo che ha riscosso.un vastissimo consenso popolare. Uno Stato non violento, non cattivo, non opprimente, e come tale in evidente contraddizione con lo spirito del tempo che con tutta evidenza si riflette nella filosofia del ministro dell’Interno. E quel saluto agli immigrati presenti in Italia ha colpito più di mille bacchettate.

Così anche il gesto esemplare di Leoluca Orlando e di tanti altri sindaci entra in contraddizione con la sottocultura che informa il cosiddetto decreto Sicurezza (ora legge) voluto da Salvini. Non è umano – anzi, criminogeno – buttare per strada nuovi immigrati marchiati come clandestini: io – dice Orlando – questa legge non la applico, non la posso applicare, non la voglio applicare. Una ribellione politica. Alla quale il ministro risponde con le carte bollate e le minacce. Ecco uno che non capisce come deve funzionare uno Stato democratico.

Qualcuno ha fatto notare che quella legge è stata firmata da Mattarella, non sapendo che il vaglio di costituzionalità del Capo dello Stato è molto generale e che egli ha margini davvero strettissimi nei confronti del Parlamento. Ma è probabile che dopo il no dei sindaci sarà la Corte costituzionale ad esprimersi e, da non giuristi quali siamo, è ben possibile che emergano forti profili di incostituzionalità.

Sarebbe un piccolo passo verso uno Stato più umano e non sarebbe dunque poca cosa.

 

 

 

 

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