Mattarella ricorda Gronchi: “Il Presidente della Repubblica dà voce alla Costituzione”

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L’intervento del Presidente della Repubblica ricorda a Pontedera la figura di Giovanni Gronchi

Il Presidente della Repubblica è custode e voce della Costituzione, non si sovrappone all’esecutivo, ma ha il dovere di indicare gli indirizzi fondamentali nell’interesse del Paese. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario della morte del Presidente Emerito della Repubblica, Giovanni Gronchi.

Gronchi fu accusato dai contemporanei di interventismo e invece, a posteriori, è stato giudicato come attuatore del ruolo di Presidente in modo più pieno e moderno, utilizzando tutte funzioni attribuite dalla Costituzione al Quirinale. Ricordando la figura del predecessore, Mattarella ha sottolineato come “la instabilità politica che intervenne con la crisi della formula di governo basata sulle forze politiche centriste caratterizzò l’ambito entro cui si trovò ad operare” Gronchi, che “nel pieno dello stallo” individuò “un ruolo istituzionale sino ad allora non sperimentato nella figura presidenziale, utilizzando la ‘cassetta degli attrezzi’ contenuta nella Carta fondamentale”.

Il Presidente ricorda anche che se dai costituzionalisti venne un giudizio positivo, non altrettanto positivo fu il giudizio dei commentatori politici, che lo criticarono per l'”interventismo”. E lui stesso si difese dalle accuse di “esorbitanza delle funzioni costituzionali di un Capo dello Stato”. “Credo in coscienza – disse Gronchi – che spetti a questo più per dovere che per diritto il segnare indirizzi e orientamenti quando lo ritenga essenziale agli interessi della Nazione. E con ciò nessun tentativo di sovrapporsi o di sostituirsi al Parlamento o all’Esecutivo ai quali resta integra e rispettata la libera responsabilità di accogliere o non questi orientamenti”.

Mattarella ha inoltre attribuito al predecessore il merito di aver incitato il Parlamento “a completare gli istituti previsti dalla Costituzione e fu, davvero, questa, un’opera portata avanti con efficacia durante il mandato di Gronchi, tanto da far parlare dapprima di “disgelo” e poi di “compimento” costituzionale, aprendo, di fatto, una nuova fase nella politica italiana”.

Il presidente ha ricordato che durante il settennato di Gronchi si insediarono Corte costituzionale, Consiglio superiore della magistratura, Consiglio dell’economia e del lavoro. E l’allora presidente spiegò che “la Corte costituzionale si inserisce in questo complesso sistema di equilibri come elemento che può dirsi nello stesso tempo moderatore e, per taluni aspetti, anche propulsore delle attività legislative ed esecutive, reso formalmente necessario da quella rigidità della nostra Carta fondamentale in cui il Costituente ripose gran parte delle speranze per una lunga stabilità delle nostre istituzioni”.

Citando Giovanni Galloni, Mattarella spiega poi che il Quirinale è “un punto di incontro, di supplenza, gestore non già di una politica di governo, che non gli compete, bensì degli indirizzi fondamentali della Costituzione e rispetto ai quali i programmi di governo sono una espressione”.

“La sua presidenza – ha anche aggiunto Mattarella – ha accompagnato la scelta della nascita e dell’avvio dell’integrazione europea. Di quella che oggi si chiama Unione Europea e che – pur con lacune e contraddizioni – ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere”. “La sua presidenza ha accompagnato la scelta della nascita e dell’avvio dell’integrazione europea. Di quella che oggi si chiama Unione Europea e che – pur con lacune e contraddizioni – ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere”.

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