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L’altolà di Mattarella: nessuno è sopra la legge. E difende Ue

Nessuno è esente dalla legge e la magistratura non faccia politica.

È questo il messaggio arrivato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella attraverso il suo intervento in occasione del 100esimo anniversario della nascita di Oscar Luigi Scalfaro, celebrato oggi alla Camera dei Deputati. Non cita Matteo Salvini, ma l’intervento del capo dello Stato è chiaramente rivolto agli atteggiamenti polemici nei confronti della magistratura assunti in queste settimane, dal ministro dell’Interno: sul procedimento relativo al sequestro dei fondi della Lega (è arrivato a dire “io sono eletto dal popolo, i magistrati non lo sono”) e al caso dei migranti giunti nel porto di Catania, e non fatti scendere per 10 giorni, a bordo della nave Diciotti.

È stata insomma l’occasione per il capo dello Stato (presidente del Consiglio superiore della magistratura) per ricordare ciò che recita la Costituzione sulla divisione dei poteri dello Stato, richiamando di fatto al rispetto delle regole istituzionali. Una sollecitazione, quella di Mattarella, che non si è esaurita però all’interno dei nostri confini ma che ha interpellato anche l’Unione europea, nei confronti della quale ha chiesto agli Stati membri di non avere una “concezione egoistica”. Così come, è sembrato lasciare intendere, avrebbe fatto il titolare del Viminale nello scontro con Bruxelles in occasione proprio dell’arrivo dei migranti a Catania.

Le parole di Mattarella contro le posizioni anti-Europa di Salvini sono arrivate proprio nel giorno in cui a Strasburgo l’europarlamento ha votato a favore delle sanzioni per l’Ungheria del sovranista Viktor Orban. Mattarella, a Roma ricordando l’ex capo dello Stato Scalfaro, ha avvertito i politici italiani che nessuno è sopra la legge e a non essere “egoisti” verso l’Unione. Il Parlamento Ue ha votato a favore delle sanzioni all’Ungheria, contestando a Orban violazioni dello stato di diritto.

Due appuntamenti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, lontani migliaia di chilometri e su temi assolutamente disomogenei. Eppure così vicini. Il ministro Salvini, ha lasciato intendere il presidente, ha colto l’occasione dei migranti giunti a Catania per attaccare l’Europa e i magistrati di Palermo, che lo hanno indagato per le sue azioni. Senza dimenticare lo scontro del ministro con i magistrati per il caso dei fondi della Lega. Le leggi e le regole, ha chiarito oggi Mattarella, con un occhio all’interno dei nostri confini ma non solo, “valgono per tutti, senza area di privilegio per nessuno, neppure se investito da pubbliche funzioni, neppure per i politici. Nessun cittadino è al di sopra della legge”.

“La Repubblica e la sua democrazia – ha aggiunto – sono presidiate da regole, il rispetto di queste è indispensabile, sempre, quale che sia l’intenzione di chi si propone di violarle”. In ogni caso, facendo direttamente riferimento all’Europa, Mattarella ha ricordato che Scalfaro “non rinunciava a polemizzare con la concezione “ragionieristica” ed “egoistica” che, a volte, dominava – e tuttora si manifesta – sia a Bruxelles sia tra gli Stati membri”. Da queste giornate una cosa comunque emerge: l’Unione europea esiste ancora nei valori dei suoi fondatori ed ha personalità di spicco, a cominciare da Sergio Mattarella, che la difendono e cercano di farle fare quel definitivo salto qualitativo in grado di renderla un chiaro, sicuro e forte punto di riferimento nello scenario mondiale. E che il presidente della Repubblica non accetta ‘salti di corsia’ istituzionale, quale che sia la direzione e la giustificazione, da parte di nessuno.

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