Mattarella e il duro monito all’Europa: “Non dimenticare mai le mostruosità del passato”

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Mattarella

“La memoria non si vede, ma senza di essa la nave affonda o la costruzione, alla prima sollecitazione, cede”

Nella storia i passi indietro sono possibili. Lo ha detto Sergio Mattarella nella prolusione sul futuro dell’Europa, all’università di Lund durante la sua visita di Stato in Svezia. “Assicurare alle generazioni future un orizzonte di pace e di crescente e diffusa prosperità, come quello che ha segnato la storia europea dal dopoguerra ad oggi, vuol dire essere coscienti che, nella storia, i passi indietro sono pur sempre possibili. Significa che è necessario non dimenticare mai le lezioni delle mostruosità di un certo passato” ha spiegato.

Parole chiare che si inseriscono perfettamente in un clima sempre più pericoloso che si sta insinuando nel nostro Paese, in Europa e Oltreoceano. Per questo non si può abbassare la guardia, serve “tenere viva, al contrario, la memoria di straordinari e coraggiosi momenti fondanti. Accrescere il nostro essere ‘insieme’ in futuro, vuol dire – a ogni generazione – far nostro il passato, avvertirlo nella nostra memoria collettiva, poter sviluppare gli anticorpi necessari a non rivivere i conflitti che hanno attraversato il Continente”. Per il Capo dello Stato “la memoria è come l’opera viva dei navigli, come le fondamenta per gli edifici. Non si vede, ma senza di essa la nave affonda o la costruzione, alla prima sollecitazione, cede”.

L’appello è quindi alle nuove generazioni, quelle “ove la “Generazione Erasmus” e la stessa “Generazione dell’Euro possano assumere sempre più la guida dei propri destini e rafforzare il senso profondo del disegno europeo per chi verrà dopo di loro”.

Ma non basta. C’è bisogno di  un “chiarimento introspettivo sulla direzione di marcia che i popoli europei intendono percorrere. Non siamo una semplice unione doganale, non siamo una sorta di comitato d’affari”. Il capo dello Stato ha anche parlato dell’importanza delle prossime elezioni europee di maggio 2019: “In Europa molto è stato realizzato e viene dato per scontato, per acquisito una volta per sempre. Insieme all’esercizio della memoria però occorre lavorare ogni giorno per applicare la formula dell’Europa dei cittadini”.

“A Goteborg un anno fa l’Europa ha compiuto un passo di grande rilevanza: un documento che definisce le direttrici per una attenzione degli stati membri alla dimensione sociale, alla formazione, alla cultura e alle politiche per i giovani – ha ricordato il Capo dello Stato -. E’ fondamentale che l’avanzamento realizzato in questi anni sul mercato unico e l’unione monetaria che sono essenziali, sia accompagnato da altri risultati, altrettanto validi per tenere viva l’identificazione tra cittadini e istituzioni europee. Un’ Ue garante dei diritti che protegga i cittadini in modo uniforme, sempre e ovunque”.

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