Putin, May e l’ambiguo alleato Trump

Focus

Fin qui Trump si è mostrato molto morbido nei confronti di Putin e la crisi diplomatica tra uno degli storici alleati e Mosca non può che creare più di una difficoltà alla politica estera americana

C’è alta tensione in Europa. La premier britannica Theresa May ha accusato la Russia di nascondersi dietro l’attacco al gas nervino contro una ex spia russa, Serghei Skripal, e sua figlia avvenuto 10 giorni fa a Salisbury. Mosca ha replicato accusando i servizi segreti inglesi e la May ha ribattuto minacciando dure ritorsioni. Sarà il Consiglio di sicurezza nazionale (Ncs), convocato per oggi dalla stessa May, a valutare la risposta di Mosca all’ultimatum fissato per fornire chiarimenti sulla vicenda e parlare delle prossime tappe.

Risposta che è già arrivata dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov: impossibile rispondere senza l’accesso alle analisi sulla sostanza con la quale la spia (che era passata da parte britannica, era stata quindi scambiata con altri agenti russi e dal 2010 viveva in Gran Bretagna).

La posizione dell’alleato Trump

In questa grave crisi diplomatica tra i due paesi si inserisce anche l’interlocutore d’Oltreoceano: Donald Trump. Ieri, attraverso una telefonata alla premier britannica, il tycoon ha chiarito la posizione dell’amministrazione Usa nella crisi diplomatica. Trump ha chiesto “risposte non ambigue” a Mosca e ha minacciato “conseguenze” se tali risposte non arriveranno.

Il presidente americano e la premier britannica si sono detti d’accordo sulla posizione da prendere nei confronti dei russi: “La federazione russa – prosegue la nota – deve fornire risposte chiare riguardanti il modo in cui queste armi chimiche, sviluppate in Russia, sono arrivate in Gran Bretagna per essere utilizzate”.

Il punto è che fin qui Trump si è mostrato molto morbido nei confronti di Putin e la crisi diplomatica tra uno degli storici alleati e Mosca non può che creare più di una difficoltà alla politica estera americana che tra poco si appresta a sostituire il principale rappresentante agli Esteri, quel Rex Tillerson silurato con un tweet e che verrà sostituito a fine mese dal direttore della Cia, Mike Pompeo.

Le elezioni in Russia

In tutto questo questo weekend in Russia ci sono anche le elezioni. Il nome del vincitore è già noto: Vladimir Putin – presidente dal 1999 al 2008, primo ministro dal 2008 al 2012, e di nuovo presidente dal 2012 ad oggi – si appresta vincere con un largo consenso. Esito scontato, visto che in Russia non esiste un’opposizione in grado di arginare lo strapotere dell’ex funzionario del Kgb.

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