Veltroni striglia Mdp: “Se è regolamento di conti restano solo macerie”

Focus

L’ex segretario del Pd a SkyTg24: “Che a sinistra il nemico sia la sinistra è grave”

“Se il problema è regolare i conti a sinistra resteranno le macerie”.
Lo ha detto Walter Veltroni questa mattina intervistato da SkyTg24, il giorno dopo la decisione di Mdp di non stringere alleanze con il Partito democratico.
“La divisione è un demone della sinistra – ha aggiunto il primo segretario dem -. Il Pd per la prima volta nella storia della sinistra è nato per fusione e non per scissione. È un demone che porta a divisioni e al tanto peggio tanto meglio, lo si ritiene ineluttabile ma penso sia un errore”.

Quanto Bersani – l’altro ex segretario del Pd che ieri ha dato annuncio della decisione della rottura – Veltroni ha detto: “Prendo atto, bisogna rispettare le posizioni degli altri, la risposta di ieri, dopo tanti appelli, è secca e netta. Non vedo cosa possa portare di positivo alla sinistra italiana. C’è l’impegno a vedersi dopo le elezioni, però bisogna anche vedere “in quale scenario ci si trova. Se per effetto di questa divisione dovesse vincere il centrodestra ci sarebbero da fare considerazioni amare”.

E sul fatto che per Mdp il problema pare essere l’attuale segretario del Pd, l’opinione di Veltroni è che “è solo sbagliato. È stato il segretario del loro partito fino a qualche mese fa, adesso è diventato il problema? Certo Renzi deve essere capace di includere e aprire, ma che a sinistra il nemico sia la sinistra è grave”.

“Ci ripensino. Troviamo insieme il modo per evitare di regalare il nostro Paese a chi l’ha già rovinato tante volte”: questo l’appello a Mdp e alle altre forze politiche di sinistra lanciato dal leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, intervenuto a Bologna all’iniziativa “Ragioni e proposte per una coalizione di centrosinistra” promossa dall’ex ministro ulivista, Giulio Santagata. L’ex sindaco di Milano ha rivolto agli altri partiti della sinistra “un richiamo affettuoso e gentile di amicizia, non polemico” perché “in un momento così difficile per il Paese si trovi un modo per fare non dico tutto ma almeno un pezzo di percorso insieme per evitare una vittoria dei 5 Stelle, dei populisti e delle destre”. Queste le ragioni dell’appello a “Mdp – ha concluso Pisapia – e ad altri che si ritengono più a sinistra di noi”.

Ma il messaggio che arriva dall’assemblea di Mdp a Roma, il giorno dopo gli incroci e i colloqui tessuti intorno al Pd per allargare il campo del centrosinistra, non lascia molti spazi all’interpretazione. Roberto Speranza spiega: “Penso sinceramente che Renzi sia un nome del passato, non del futuro”.

Un messaggio simile arriva anche da Sinistra italiana, riunita in contemporanea a Mdp a Roma. Il segretario Nicola Fratoianni va subito al punto: “A chi ci chiede l’alleanza, a chi ci chiama gufi e rosiconi, minoritari e irrilevanti, a quelli che ci chiedono alleanza nel nome del voto utile, se qualcuno ci chiede un incontro lo facciamo. Ma vogliamo dire a Fassino e Prodi, che il tempo è scaduto perché non ci sono ragioni politiche e culturali. Noi contro la destra lavoriamo a una prospettiva incompatibile con questo Pd”.

Anche da Pier Luigi Bersani arriva una chiusura: “La sinistra deve chiedersi come mai perde il treno. Non do per scontato niente, ma non ho visto nel Pd una sincera riflessione su nulla”. Riguardo ai tentativi in corso da parte di Fassino di riavviare il dialogo, Bersani aggiunge: “Secondo me sottovalutano la situazione e il perché un pezzo di popolo se ne è andato. Io lascio aperta la porta, però bisogna leggere la legge elettorale: non vince nessuno, ci si ritrova comunque in Parlamento”. Ci si aggiorna a dopo il voto, dunque, “noi andiamo avanti con la nostra proposta”.

E al termine di una mattinata di confronto, l’assemblea di Articolo 1 – Mdp da il via libera alla lista unitaria della sinistra. Porte che si chiudono in faccia a Renzi e Fassino proprio quando il lavoro di ricucitura sembrava portare a un punto di svolta. Ma la realtà era ben diversa.

La prima replica dal Pd arriva con le parole di Andrea Orlando, intervistato da Maria Latella a Skytg24: “Tra Prodi che sta in campo per costruire una coalizione e Fratoianni che col cronometro in mano dice quando scade il tempo, io ho più attenzione per Prodi”. E se gli scissionisti parlano di Renzi al passato, lo stesso Orlando non considera scontato che sia il segretario dem il candidato premier della coalizione di centrosinistra che sta prendendo forma. “Con questa legge elettorale ormai non c’è un automatismo. La coalizione di centrosinistra deve essere costruita sulla base del programma. Sul candidato premier, ci saranno modi e tempi per discutere”.

Anche Piero Fassino, il grande protagonista di queste settimane commenta le parole della sinistra, senza ritenere che sia tutto perduto: “Credo ci siano tutte le condizioni per costruire un centrosinistra largo”. L’ex sindaco di Torino ha poi confermato che nei prossimi giorni vedrà Roberto Speranza di Mdp. “Oggi ci siamo sentiti con Roberto Speranza e abbiamo convenuto di vederci nei prossimi giorni. Non credo sia una risposta dire: ‘ci vediamo dopo il voto'”. “Vado al confronto con Mdp – ha aggiunto – con la stessa disponibilità che ho avuto nei confronti delle altre formazioni. Con Pisapia abbiamo fatto passi avanti significativi. Noi vogliamo lavorare per una nuova stagione del centrosinistra. Un segnale importante sarebbe l’approvazione delle leggi sul fine vita e sullo ius soli prima della fine della legislatura”. “Romano Prodi – ha concluso Fassino – è un punto di riferimento per tutti coloro che si riconoscono nel centrosinistra, ma non da oggi”.

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