Giornata mondiale della libertà di stampa: le nuove sfide che ci attendono

Focus

Ad Accra la conferenza internazionale per parlare di come è cambiata e di come si può salvaguardare la libertà di stampa nel mondo

Il 3 maggio è la Giornata mondiale della libertà di stampa. È una giornata interamente dedicata alla libertà di stampa e a quella dei giornalisti, sempre più spesso minacciati e limitati nel svolgere liberamente il proprio – fondamentale- lavoro. La Giornata mondiale è stata istituita di recente: si celebra infatti soltanto dal 1993, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite e la Conferenza generale dell’ UNESCO decisero di stabilire una ricorrenza ufficiale.

Quest’anno verrà celebrata a Accra, Ghana. Parteciperanno agli eventi associazioni di giornalisti, agenzie di stampa, rappresentanti dell’UNESCO e istituzioni governative che interverranno da tutto il mondo; il tema di quest’anno ruoterà intorno ai media, alla giustizia e alla legge.

Premio per la libertà

Un premio speciale verrà assegnato al giornalista egiziano Mahmoud Abu Zeid, arrestato ad agosto 2013 mentre raccontava gli scontri avvenuti al Cairo fra le forze di polizia e i sostenitori dell’ex Presidente Mohamed Morsi. Lo riporta Al Jazeera. Maria Ressa, presidente della giuria che ha selezionato i candidati al premio, ha dichiarato che questa onorificenza è un tributo al suo “coraggio, resistenza e impegno per la libertà di espressione” .

Abu Zeid è ancora in carcere e rischia la pena di morte.

L’Egitto figura al 161esimo posto su 180 paesi nell’indice World Press Freedom 2017 compilato da Reporters Sans Frontières ed è il terzo paese al mondo per numero di giornalisti in carcere, secondo solo a Turchia e Cina: se ne contano almeno 29, sia professionisti che non, attualmente detenuti. Da agosto 2016 sono stati bloccati 500 siti internet, compresi la maggior parte dei media indipendenti, che si sono visti costretti a chiudere o a ridimensionare fortemente la loro attività.

La Giornata della stampa in Italia

Il 3 maggio di ogni anno, in concomitanza con la Giornata della libertà dell’informazione decretata dall’Assemblea generale dell’Onu e organizzata dall’Unesco, l’Unci (Unione nazionale cronisti italiani) ha deciso di celebrare a partire dal 2008 la Giornata della memoria dei giornalisti italiani uccisi nel dopoguerra dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo. La Giornata – organizzata dall’Unci d’intesa con la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine nazionale dei giornalisti – si svolge sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica. Proprio il Presidente della Repubblica Mattarella ha voluto mandare un messaggio ai giornalisti italiani: “Desidero esprimere anzitutto i miei sentimenti di vicinanza e di solidarietà ai familiari, agli amici, ai compagni di vita e di lavoro, che hanno visto spezzare l’esistenza di un loro caro. La ricerca della verità, con tenacia, coraggio, intuizione, intelligenza, rigore, ha accompagnato l’impegno di persone consapevoli, che hanno messo la loro professionalità al servizio della crescita della società. Ed è proprio grazie a questi uomini e a queste donne, al loro lavoro, che, dove prima vi era diffusa omertà, ora spesso sono presenti simboli delle associazioni impegnate contro la mafia. Dove vi era silenzio dettato dal timore, o dalla connivenza, ora vi sono le parole, forti e coraggiose, dei nostri ragazzi. Dove c’era indifferenza o rassegnazione, ora si insegna la legalità. Una nuova stagione di violenze contro la stampa, in Italia, in Europa, nel mondo, sembra riaffacciarsi: ancora oggi aggressioni e intimidazioni minacciano il lavoro di quei cronisti che non si piegano alla logica di interessi e poteri illegali e della criminalità, recando così un contributo rilevante alla causa della democrazia”. “Occorre sostenere il loro lavoro -avverte Mattarella- perché difendono dall’aggressione la nostra vita sociale e la nostra libertà personale e familiare, attraverso l’informazione libera e corretta. Occorre proteggere le loro voci che rifiutano ogni sopraffazione. La libertà di informazione, come attesta la nostra Costituzione, è fondamento di democrazia“.

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