Hausbrandt salva Melegatti: “Obiettivo far ripartire in tempi brevissimi la produzione”

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Il marchio del caffé si è impegnata per salvare la produzione pasquale della Melegatti, portare a compimento la procedura di ristrutturazione del debito per poi procedere all’acquisizione della storica industria dolciaria

Hausbrandt salverà la Pasqua firmata Melegatti. È questo l’epilogo della crisi che aveva colpito la storica industria dolciaria di Verona. Il colosso del caffè con sede a Nervesa della Battaglia in provincia di Treviso ha stipulato presso il Tribunale di Verona un accordo per far ripartire in tempi brevissimi la produzione. L’obiettivo è quello di salvare la campagna di Pasqua, scongiurare la chiusura dell’azienda e salvaguardare la storia e la tradizione dello storico marchio veronese.

La proposta del Gruppo Hausbrandt Trieste 1892 spa

Si legge nel comunicato dell’azienda:

«L’obiettivo del Gruppo è quello di rilevare l’azienda per risanarla, garantendo una continuità industriale e creando un grande gruppo “Made in Veneto” per proporre al consumatore di oggi e soprattutto di domani una selezione di prodotti e abbinamenti, mixando le potenzialità di entrambe le realtà. L’accordo è stato stipulato presso il Tribunale di Verona, con la presentazione di una formale manifestazione di interesse nei confronti di Melegatti S.p.A. e l’obiettivo di far ripartire in tempi brevissimi la produzione»

La crisi Melegatti

L’azienda dolciaria di Verona aveva fatto molto parlare di sé per le difficoltà riscontrate negli ultimi tempi. Il 12 dicembre scorso era partita la cassa integrazione e la prospettiva sembrava essere quella del fallimento. La drammaticità della crisi aveva fatto scattare una catena di solidarietà spontanea. In molti sui social invitavano a acquistare un prodotto Melegatti per aiutare l’azienda e i suoi dipendenti.

Il Natale arrivò con un lieto fine: il 20 dicembre l’azienda, in un comunicato, aveva annunciato il raggiungimento degli obiettivi previsti per le festività. “Nelle tre settimane di lavoro – specificava la nota – sono stati prodotti più di 1.500.000 pandori e panettoni, distribuiti su tutti i punti vendita nazionali, garantendo una copertura minima ma completa ed in linea con quanto fatto negli anni precedenti”.

La crisi però era stata solo rimandata. Nel corso delle settimane, e fino ad oggi, l’unica dimostrazione di interesse per il salvataggio di Melegatti era arrivata dal fondo maltese Abalone, ma la proposta di accordo non trovò il favore dei sindacati. Ora, con l’impegno del colosso del caffé potrebbe essere

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