Miccichè, l’ultraberlusconiano che insulta Salvini

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Il presidente dell’Ars su Facebook: “Salvini non sei razzista: sei solo str…o”. La prova di quanto dalle parti del Cav il leader leghista sia detestato

Il tragico braccio di ferro che si sta consumando sulla vicenda della nave Diciotti, con il ministro dell’Interno che pare intenzionato a tirare la corda fino all’inverosimile, sta facendo da detonatore a ruggini e acredini che con ogni probabilità, visti i toni a cui ci si è spinti, covavano da tempo sotto il tappeto.

Tra le mine nel campo populista del mostro Lega-M5S quella che ha fatto più danni è senz’altro il post di Gianfranco Miccichè, fedelissimo berlusconiano e presidente dell’Ars – dove Forza Italia è alleata con la Lega -, che su Facebook ha usato toni pesantissimi contro il ministro dell’Interno, fino al clamoroso finale “Salvini, fattene una ragione, non sei razzista: sei solo str…o”. Un post, ça va sans dire, che ha battuto i record di like e condivisioni.

Un concetto chiaramente ribadito ai giornalisti nel pomeriggio, dal porto di Catania dove si è recato in visita alla nave con a bordo i migranti, dove Miccichè ha detto: “Salvini secondo me è un buon politico, oggi sta sbagliando. Sta esagerando anzi. Se sta esagerando per un errore senza rendersene conto spero se ne renda conto. Se lo sta facendo in malafede allora è str…o”.

Con buona pace di pasdaran grillini come Giancarlo Cancelleri, che dopo l’endorsement a Micchiché da parte di esponenti del centrosinistra ha gridato all’inciucio Forza Italia-Pd, qui i patti del Nazareno passati o futuri non c’entrano nulla. Piuttosto, visti i rapporti strettissimi tra il presidente dell’Ars e Berlusconi, è difficile immaginare che una simile presa di posizione sia avvenuta senza che il leader di Forza Italia ne fosse, quantomeno, informato.

E le parole di Stefania Prestigiacomo, che non solo non ha preso le distanze, ma ha rincarato la dose con un “ha ragione Miccichè: sì a porre con forza la questione sui tavoli internazionali, no a fare il duro con i deboli per raccattare quatto voti facili”, sono l’ennesimo segnale che qualcosa, da quelle parti, è già andato ben oltre lo scricchiolìo.

Quello che appare, ormai senza neanche più il tentativo di salvare l’apparenza, è che alla faccia dell’alleanza ancora inspiegabilmente dichiarata, dalle parti di Berlusconi il ministro dell’Interno è, per usare un eufemismo, detestato.

Quanto questo inciderà sulle sorti future dell’alleanza è difficile da decifrare, visto che Salvini appare nei consensi ogni giorno più autosufficiente dal suo, de facto, quasi ex alleato. Ma quali ricadute avrà il gelo caduto nei rapporti tra il leader leghista e Forza Italia, ad esempio, nelle alleanze sul territorio, a partire dalla stessa Regione Sicilia?

Nel frattempo non c’è dubbio che Forza Italia, che sembrava suonata, oggi ha battuto un colpo, quantomeno all’ego inossidabile del ministro dell’Interno.

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