Santoro, buona la prima. M vince la sfida dell’informazione in Tv

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Con il 4,9% di share l’esperimento di M supera Piazza Pulita su La7

Buona la prima. Comincia con il piede giusto il ritorno di Michele Santoro ieri sera su Raitre, con ascolti che collocano ‘M’, nella serata del debutto su RaiUno dell’undicesima stagione di Don Matteo, appena fuori dal podio con 1.139.000 spettatori e il 4,9% di share.

Numeri che fanno della nuova fatica del Michele nazionale, che ricalca il format lanciato lo scorso giugno su RaiDue, il programma informativo più visto della serata televisiva, più avanti di Piazza Pulita di Corrado Formigli, fermo su La7 a 797mila spettatori e il 4% di share.  Dunque,  per una volta, il maestro supera l’allievo.

 

Un risultato non scontato, quello raccolto da Santoro, anche alla luce delle caratteristiche del programma: una puntata monografica  ogni volta su un tema differente, il cui filo conduttore è un’inchiesta fatta alla vecchia maniera a cui fanno da contrappunto gli ospiti in studio, esperti e protagonisti della vicenda,  con le voci dei più giovani affidate alla gestione di Sara Rosati, ex modella, passata dal pubblico di ‘AnnoUno’ di Giulia Innocenzi alla ribalta televisiva.

Ma chi è, o chi sono, i signori ‘M’, un titolo che richiama certamente il nome dell’autore e conduttore, ma anche ‘Il mostro di  Düsseldorf’ di Fritz Lang?

I temi

Al centro della prima puntata del format c’è stato il racconto della vicenda banche, con un reportage a fare da filo rosso e alcune  incursioni significative, come quelle di Roberto Saviano – che con un suo monologo sarà una presenza fissa -, Andrea Rivera e Vauro, ma anche apparizioni di personaggi come il Nazareno Renzoni di Servizio pubblico, protagonista di un surreale editoriale  politico, e una miniserie di The Pills.

Il tutto, in uno studio scarno e con le scenografie ridotte al minimo. Insomma un mix di linguaggi e di soluzioni, il cui sapore è quello della messa in scena di una specie di racconto teatrale della realtà, dove i protagonisti sono i fatti, e le grida becere a cui ci hanno abituato i talk politici diventano solo un pallido ricordo.

 

I temi annunciati per le restanti tre puntate del  format sono l’immigrazione, con ospite in studio il ministro dell’Interno Marco Minniti, Mafia capitale, per la quale è stata invitata Virginia Raggi, e l’evasione fiscale. Per l’ultima puntata, ha fatto sapere Santoro, M ha raccolto la disponibilità sia di Matteo Renzi che di Salvini e Di Maio e, se le presenza saranno confermate, allo stato l’ipotesi è di far parlare i tre leader in momenti distinti.

Un tentativo di innovazione

Ancora una volta dunque il  Santoro autore, dopo avere praticamente inventato un genere televisivo, con l’incursione delle piazze nei salotti degli italiani, sceglie la via della sperimentazione e di un tentativo di innovazione, vedremo nel prosieguo del programma con quali fortune.

Nel frattempo, l’esperimento di M dimostra incontrovertibilmente un dato di fatto per nulla scontato, e cioè che è possibile parlare di politica in tv senza urla e pollai. Nell’Italia della rabbia e del tutti contro tutti, la vera innovazione appare essere, per paradosso,  il semplice ritorno all’informazione.

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