Dramma nel Mediterraneo, la Marina soccorre gommone in avaria con bambini a bordo

Focus

La Marina militare italiana interviene per soccorrere decine di migranti in difficoltà a largo della Libia. Nessuna certezza su possibili vittime.

Ancora un  dramma delle migrazioni. Prima l’allarme, lanciato su Facebook dal parroco di Lampedusa, di un gommone “con a bordo tra gli 80 e i 90 migranti” in difficoltà al largo della Libia, con una bambina di cinque anni è morta a bordo”. La denuncia era stata a sua volta raccolta da alcune Ong, che si erano rivolte alla Marina militare.

“Una denuncia – aveva aggiunto il sacerdote nel suo profilo social – che segue quella, documentata da un video, secondo cui qualche giorno fa un migrante è annegato senza che una nave italiana in navigazione a poche miglia di distanza intervenisse”.

Ad intervenire sono stati gli uomini della Marina Militare a bordo del Pattugliatore d’altura Cigala Fulgosi. Le agenzie di stampa riferiscono che le operazioni di soccorso sono quasi concluse e quasi tutti i migranti, tra cui donne e bambini, si trovano a bordo della nave. Al momento non è confermata la notizia, raccolta dalla ong Alarm Phone, secondo cui a bordo ci sarebbe anche una bimba di 5 anni morta.

“L’unità della Marina – si legge in un’agenzia – constatate le condizioni del natante con 100 persone a bordo, di cui solo una decina provvisti di salvagente individuale, motore spento, precarie condizioni di galleggiamento e considerate le condizioni meteorologiche in peggioramento, è intervenuta in soccorso delle persone che erano in imminente pericolo di vita. A termine del soccorso sono state recuperate le 100 persone, di cui 17 donne e 23 minori, per i quali è attualmente in atto la verifica delle condizioni di salute. Non risulta alcuna persona deceduta a bordo”.

Crimini nel Mediterraneo

Durissimo l’intervento sui social network dell’europarlamentare Pd Pietro Bartolo: “L’Europa non può più tacere davanti a quello che ogni giorno accade nel Mediterraneo. Servono corridoi umanitari subito, serve una revisione della Convenzione di Dublino. Esistono modi e strumenti rispetto ai quali l’Unione europea può e deve intervenire immediatamente. A Bruxelles lavorerò a una risoluzione che faccia luce sui crimini commessi nel Mediterraneo, perché mentre la politica gioca a Risiko, la gente muore. I bambini muoiono. Non possiamo più stare zitti”.

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