Migranti, ennesima tragedia: 60 morti al largo della Tunisia

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Intanto la Mare Jonio arriva a Lampedusa e viene sequestrata. Pd: “Il Ministero dell’Interno piegato alla propaganda di Salvini”.

Altre navi, altri morti, altre polemiche, e sempre tanti, troppi slogan. Oggi un nuovo naufragio, al largo della Tunisia. Ne dà notizia Alarm phone, una ong nata nel 2014, riferendo che sessanta migranti sono dispersi in mare e altri 16 sono stati salvati da un peschereccio tunisino che li ha poi trasferiti su una motovedetta della Guardia costiera del paese magrebino. La notizia è stata confermata dal ministero della Difesa tunisino.

Pare che l’imbarcazione fosse partita da Zuara, sulle coste libiche, intenzionata ad arrivare in Italia, e sia poi affondata di fronte a Sfax, seconda città della Tunisia. Le operazioni di ricerca di eventuali superstiti sono ancora in corso.

Intanto nel nostro Paese, continua l’attacco alle ong che operano nel Mediterraneo. La Mare Jonio, nave di proprietà della ong Mediterranea Saving Human, che ieri ha salvato al largo della Libia 30 migranti, a bordo di un gommone in avaria, è stata sequestrata a Lampedusa, dove ha potuto sbarcare i sopravvissuti. Non solo: i componenti dell’equipaggio della Mare Jonio sono stati iscritti nel registro degli indagati.

Nessuna irregolarità riscontrata a bordo – ha scritto la ong nella sua pagina Facebook – Il sequestro è un atto per tentare di fermarci. Ma l’importante per noi è che le persone siano salve, l’unico crimine è far morire la gente in mare o in Libia, come sta accadendo anche ora“.

Poco chiaro come mai l’annuncio del sequestro sia stato dato per primo dal ministero dell’Interno, anziché dai giudici. Commenta il deputato Pd Carmelo Miceli, componente della commissione Giustizia della Camera: “Quello che preoccupa è l’asservimento delle strutture del Viminale alla retorica politica e propagandistica del leader della Lega. Mai si era visto che il ministero dell’Interno annunciasse in via preventiva operazioni di polizia giudiziaria come l’eventuale sequestro di una nave. Siamo di fronte all’ennesima invasione di campo nei confronti della magistratura”.

Esulta, invece, il vice premier e leader dei grillini Di Maio, testimoniando coi fatti che le polemiche Lega – 5 Stelle non sono altro che teatrino elettorale: “Le decisioni che sono state prese come sempre sono di tutto il governo. La cosa positiva è che questa nave è stata sequestrata un’altra volta, spero che si arrenda e smetta di girare nel Mediterraneo“.

Ben altre le dichiarazioni di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa candidato da indipendente per il Pd nella circoscrizione Isole. Da Firenze, prima di iniziare un dibattito organizzato con il sindaco Dario Nardella, lui che proprio in queste ore è stato minacciato da Forza Nuova che lo ha definito “nemico d’Italia”, riferisce di “aver un po’ diretto i lavori”.

I migranti sbarcati – racconta Bartolo – non stanno male anche perché sono stati accolti e subito rifocillati. Le persone sono state curate dall’equipaggio, attrezzato per far questo, sono persone straordinarie che ringrazio”.

Ma salvare vite non è, evidentemente, un valore per tutti: lo rimarca il dem Matteo Orfini, su Twitter: “Salvini ordina il sequestro della Mare Jonio. La colpa? Aver salvato dalla morte decine di persone, tra cui una bimba di appena un anno. Evidentemente per il governo era meglio lasciarli morire in mare. Per noi chi salva una vita è un eroe: grazie alla Mare Jonio”.

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