A Milano il Forum per l’Italia / Video

Focus

Al via la due giorni organizzata dal Partito democratico. Oggi gli interventi di Sanchez, Mogherini e Veltroni

A Milano la due giorni di discussione e approfondimento sull’agenda del centrosinistra organizzata dal Partito democratico a Milano.

Tra gli ospiti di oggi il premier spagnolo Pedro Sanchez, l’Alto commissario per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini e Walter Veltroni.

Qui il programma completo.

I video della prima giornata:

“Il futuro ci ascolta”, la campagna di ascolto del Pd

“Uguaglianza, solidarietà, democrazia, rispetto, giustizia e lavoro, soprattutto per i giovani”. Ma anche una forte richiesta di “unità e di una classe dirigente vicina alla gente”. Sono queste le parole d’ordine emerse dalla campagna di ascolto lanciata dal Pd, e rivolta agli elettori di area centrosinistra, in occasione del Forum per l’Italia di Milano.

Sono 24 mila le risposte e più di 600 i contributi spontanei giunti dai cittadini che hanno voluto condividere con il Partito democratico proposte, idee, spunti di riflessione sul sito ilfuturociascolta.it.

Al questionario hanno risposto uomini, donne e ragazzi: il più giovane Giacomo di 15 anni fino a Renato di 89, residenti in tutta Italia dal piccolo comune di Frassino in provincia di Cuneo, 273 abitanti, fino a Roma. Il 58% dei contributi è arrivato da cittadini non iscritti al Pd ma comunque di area di centrosinistra.

I risultati emersi sono molto omogenei con una visione del futuro che parte da comunità unite e dove non può esserci posto per “corruzione, razzismo, ignoranza, mancanza di meritocrazia” ma nemmeno per la “politica urlata”. Un Paese quindi, quello dei militanti democratici, con “piu’ giustizia sociale, meno burocrazia e un forte senso civico”.

 

Tommaso Nannicini: “Rimbocchiamoci le maniche, facciamo politica”

“Siamo qui perché continuiamo a credere nella politica” ha detto il responsabile economico del Pd in apertura del Forum, aggiungendo: “In pazza del Popolo iscritti ed elettori ci hanno chiesto una sola cosa in maniera ossessiva: unità”.

Passando ad analizzare le “parole” che la sinistra ha perso, e che sono state al centro della “campagna d’ascolto” lanciata dal Pd nelle scorse settimane, Nannicini ha  toccato i temi dalla sfida dell’organizzazione nell’era del digitale (“abbiamo perso il treno di cambiare l’organizzazione politica nel XXI secolo”, ha detto), alla questione economica e sociale (“dobbiamo essere insieme e non contro le categorie economiche”).

Da dove ripartire, dunque, anche al prossimo Congresso? Nannicini ha parlato innanzitutto della necessaria resistenza alle parole “che ci stanno rubando”.

M5S e Lega non sono solo ladri di futuro – ha detto – ma anche di parole e di verità. Non pieghiamoci a questo furto, opponiamoci sempre al bar come su Facebook”.

“Il decreto dignità è un intervento sul lavoro senza nessuna dignità, una norma pasticciata che riduce i posti di lavoro. Il reddito di cittadinanza è una card per “spese morali” decise da uno Stato paternalista. La manovra del popolo è spesa corrente in disavanzo. La pace fiscale è un condono, l’opposto della lotta all’evasione fatta dai nostri governi”.

“Quanto alle nostre parole, che sono state al centro della nostra campagna d’ascolto – ha concluso Nannicini – mettiamo al centro emancipazione, cittadinanza, ecologia, Europa. Rimbocchiamoci le maniche, facciamo politica”.

 

Pedro Sanchez: “Lottate come state facendo e siate pronti”

Il premier spagnolo Pedro Sanchez è intervenuto a Milano portando l’esperienza spagnola come esempio di un’alternativa possibile alla via populista.

“Il governo in Spagna va avanti con serenità, perché l’estremismo non è la soluzione ai problemi. Se ci diciamo femministi, lo siamo nominando ministre il maggior numero di donne in un governo europeo, se parliamo di uguaglianza, la pratichiamo con i fatti, se diciamo giustizia fiscale, alziamo le tasse alle grandi multinazionali. Stiamo dimostrando che esiste un’alternativa. Stiamo dimostrando che è possibile alzare il salario minimo, universalizzare la sanità, e insieme tenere in ordine i conti pubblici”.

“Sono sfide – ha detto Sanchez – che condividiamo con il Pd, e saremo al vostro fianco per fare dell’Italia un Paese migliore”.

A proposito di Europa, il premier spagnolo ha rivendicato: “Noi vogliamo riformare l’Europa, non paralizzarla o distruggerla” e per questo obiettivo “serve un europeismo fermo contro coloro che vogliono distruggere questo progetto. A noi spetta il progetto della speranza, quello di trasformare e far avanzare l’Europa”.

E sull’immigrazione: “La vita di un essere umano che rischia di annegare nel Mediterraneo riguarda tutti. Per questo la Spagna accolse l’Aquarius. Ci sentiamo solidali con i rifugiati e con un popolo nostro fratello come l’Italia e chiediamo ai governi europei la stessa solidarietà”.

“L’Italia ha bisogno dell’Europa – ha aggiunto – come l’Europa ha bisogno dell’Italia. Lottate come state facendo e state pronti, perché molto presto sarete a capo della grande trasformazione di cui l’Italia ha bisogno”.

“Noi non ci arrendiamo – ha concluso – la grandezza dei nostri ideali si vede in momenti come questo. Torniamo all’essenza dei valori europei: uguaglianza, libertà, giustizia sociale. Altri offrono la distruzione, a noi spetta il progetto della speranza. Questo è l’europeismo che dobbiamo recuperare, la nostra risposta per difendere i valori progressisti dalle forze reazionarie che vogliono tornare al passato. Non c’è alternativa innalzando frontiere e aumentando l’odio; c’è alternativa nella speranza di un progetto femminista, progressista, ed ecologista, che costruisca un nuovo contratto sociale”.

 

Federica Mogherini: “L’Unione europea è il principale strumento di sovranità”

L’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione ha centrato il suo intervento al Forum del Pd sull’Europa, iniziando col ricordare lo scenario di guerra da cui l’Unione è nata, e rivendicando: “L’Europa oggi resta l’esperienza di integrazione e multilateralismo più di successo della storia mondiale”.

“Ci sono forze esterne all’ Ue che hanno l’obiettivo di smantellare l’Unione – ha aggiunto -, perché nella logica dei rapporti di forza più noi siamo deboli e più loro sono sono forti. E’ chiaro che chi sta intorno a noi può avere l’illusione di indebolirci, anche se è una illusione. Ma chi parla di sovranità lavora per smantellare il principale strumento di sovranità di noi europei, che è la nostra Unione; lavora per la sovranità, ma quella altrui. La sovranità in Europa non si cede, la si esercita. Chi mira a smantellare la sovranità Ue smantella la sovranità di ciascun cittadino europeo”.

 

Walter Veltroni: “State uniti, ne va del futuro della democrazia” 

L’ex segretario e fondatore del Pd ha preso la parola in chiusura della prima giornata, che con un intervento molto applaudito ha esortato la sinistra a ritrovarsi sotto il richiamo di piazza del Popolo all’unità.

“State uniti, vi prego, ne va del futuro della nostra democrazia – ha esortato Veltroni-, perché la storia non dovrà raccontare che mentre la democrazia vacillava, la sinistra si gingillava con le proprie insopportabili e grottesche divisioni. È già successo negli anni ’30”.

“La sinistra non è un panda in estinzione – ha detto -, continuo a credere nel Pd e nel riformismo. C’è nel Paese un enorme domanda in cerca di offerta, un grande popolo oggi disperso in cerca della propria identità”.

“La perdita delle parole è uno dei sintomi più profondi della malattia a sinistra – ha aggiunto, richiamando poi all’uso della parola “compagno”, che significa “dividere il pane”.

“Dopo aver perso oltre la metà dei voti – è stata la riflessione di Veltroni – è strano che non si sia aperta una discussione circolo per circolo, senza inutili e dannosi processi alle persone. Anzi il Pd ha dato l’impressione di pensare, parafrasando Nanni Moretti, “con questi elettori non vinceremo mai”. “Appassionatevi alle parole più che ai nomi – ha esortato – perché le prime restano, i secondi passano”.

Parlando di Europa, Veltroni ha rimarcato come “Il governo italiano sembra essersi assunto il compito di essere il grimaldello della più grande utopia realizzata. Se dovessero prevalere i sovranisti si aprirebbe una crisi irreversibile per l’Europa, con conseguenze inimmaginabili per l’Italia”.

“Lo abbiamo visto – ha stuzzicato il governo – il sovranista Kurz è stato il più duro a respingere la richiesta di sforamento. E’ il sovranismo, bellezza”.

“Il riformismo è sempre radicale, la sinistra che non è riformista si suicida”, ha detto, indicando quattro parole che sintetizzano i valori da cui possono ripartire la sinistra italiana e il Pd: Europa, Ecologia, Lavoro e Sapere.

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