Renzi a Milano: “Gli editorialisti hanno già votato, ma i cittadini ancora no”

Elezioni

Dal teatro Franco Parenti il segretario sprona il popolo Pd: “Basta polemiche, dobbiamo essere protagonisti del futuro”

Sono 50 i giorni di campagna elettorale che dividono da una sfida dura ma non impossibile. Dopo 23 anni di guida nella Regione per il centrodestra, il Pd si mette di nuovo in gioco. Lo fa con Giorgio Gori che, dal teatro Franco Parenti di Milano lancia l’iniziativa elettorale dal titolo “Obiettivo governo” con il segretario del Pd Matteo Renzi, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha organizzato tutto con il Pd milanese.

Un’occasione per parlare dei risultati dei governi a guida Pd e di come il centrosinistra proverà a cambiare la Lombardia. Gori ha lanciato la sua idea: “Non credo che ci possa essere sviluppo senza un’idea di inclusione sociale e di società coesa: da qui ci sono la forza e la tempra di una Regione competitiva”. E ancora: “E’ qui che si costruisce la possibilità di sviluppo – ha aggiunto -. Va fatta una grande semplificazione per integrare le politiche regionali con quelle dello Stato”.

Dal palco di Milano, Renzi ha speso parole di lodi verso il candidato Pd: “Occhio a sottovalutare Giorgio Gori, occhio a sottovalutare questa comunità di persone. Lo avete fatto già a Bergamo e avete visto come è andata a vedere”. Poi la battuta sul passato in Finivest: “Per molti aspetti è molto più a sinistra di me. Lo so che pensate ‘Non ci vuole molto’. Ma non è così.”.

Rottamazione e futuro

Il segretario ha poi parlato di rottamazione e futuro, rispondendo a Carlo Calenda che lo aveva spronato a continuare come “costruttore” di opportunità: “Ora non è più il tempo di rottamare. Ma se non ci fosse stato quel processo ora, su questo palco, non ci sarebbe questa classe dirigente ma la stessa di sempre, come succede altrove da noi”. Poi lo sguardo al futuro: “Noi dobbiamo parlare a tutti e dobbiamo rivendicare con orgoglio i risultati che abbiamo ottenuto ma con voglia di futuro. E’ nostra responsabilità scrivere il futuro perché agli altri non interessa”. “Siamo ad un bivio”, ha continuato Renzi, “dobbiamo farci carico delle paure e delle preoccupazioni della gente. Noi nel futuro vogliamo esserci da protagonisti“.

“Non è un’esigenza di una persona, di un candidato o di un partito – ha continuato Renzi. “E’ l’esigenza dell’Italia scommettere su se stessa. Non credete a chi vi dice che va tutto male, questo è un tempo bellissimo e ‘tutto sudato’ perché le disuguaglianze sono aumentate e ci sono tante contraddizioni. Ma un è anche un momento bellissimo per la politica. Da qui al 4 marzo c’è da vincere contro l’incompetenza al comando, rivendicata come un merito dei 5 Stelle. Ma anche contro un centrodestra vecchio e impreparato. L’unica alternativa siamo noi”. E conclude: “Gli editorialisti hanno già votato, ma c’è un piccolo particolare, i cittadini ancora no”.

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