“Non c’era frode”. Mimmo Lucano è libero di tornare a Riace

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Secondo Mimmo Lucano è ancora presto per esultare: “Spesso la morale è stata messa sotto accusa”

“Io non sono scappato dal processo, come Salvini. Io sono ultimo, debole, che non ha nessuno, lui invece è così forte ma ha avuto paura di farsi processare. Noi ci difendiamo nel processo non dal processo”. Cosi’ l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano a ‘Circo Massimo‘ su Radio Capital, commenta la decisione della Cassazione che lo ha riconosciuto innocente rispetto alle accuse. Non ci sono indizi che il suo comportamento nelle procedure di gara per l’assegnazione del servizio di raccolta rifiuti urbani nel comune da lui amministrato possa essere considerata frode. Anzi. La Cassazione rileva che non solo non sono provate le “opacità” che avrebbero caratterizzato l’azione di Lucano per l’affidamento di questi servizi alle cooperative L’Aquilone e Ecoriace, ma è la legge che consente “l’affidamento diretto di appalti” in favore delle cooperative sociali “finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate” a condizione che gli importi del servizio siano “inferiori alla soglia comunitaria”. Per questo il riesame deve rivalutare il quadro per sostenere l’illiceità degli affidi.

Per quanto riguarda invece l’accusa che abbia favorito la permanenza in Italia della sua compagna Lemlem, la Cassazione ha preso in considerazione “la relazione affettiva” che intercorre tra i due e lo stato di incensurato di Lucano prima di decidere nuovamente per il mantenimento del divieto di dimora. Per la Cassazione, Lucano ha cercato di aiutare solo Lemlem “tenuto conto del fatto” che il richiamo a “presunti matrimoni di comodo” che sarebbero stati “favoriti” dal sindaco, tra immigrati e concittadini, “poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro ma, addirittura, escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare”. Insomma era ‘solo’ amore.

Secondo Mimmo Lucano, però, è ancora presto per esultare: “Spesso – commenta amaro Lucano – la morale è stata messa sotto accusa”. Per il Pd non ci sono dubbi: l’ex sindaco di Riace è un orgoglio per il nostro Paese, così come il suo modello di integrazione.

Lucano: “Il mio è un caso politico”

“Penso che questa storia sia diventata qualcosa che ha a che fare con la politica, con lo schierarsi da una parte o dall’altra. Io sono l’ultimo anello. La Cassazione ha detto che non dovevo subire le restrizioni cautelari per i reati che mi sono stati attribuiti. Sono stato sospeso da sindaco, è stata interrotta una decisione democratica”, ha detto ancora Lucano a Radio Capital. “La parte politica che Salvini rappresenta- aggiunge- è abituata alla denigrazione, alle cattiverie. Ancora mi chiedo come faccia un cristiano a votare per Salvini. A supportarmi in questi mesi ci sono stati i missionari comboniani, i francescani… i valori del cristianesimo sono antitetici a quelli dell’attuale ministro dell’interno e a quello che politicamente rappresenta. Un cristiano non può votare per Salvini”. E ancora: “I matrimoni di cui vengo accusato riguardavano gli ultimi. La mia intenzione era di umanità, di attenzione per gli ultimi. Rifarei tutto quello che ho fatto”.

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