Arrivano i mini impianti di compostaggio per “salvare” Roma dai rifiuti

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Entrano rifiuti e uscirà compost per fertilizzare giardini, ville storiche o per l’impiego in agricoltura: la Regione Lazio stanzia i fondi

Se ne parla da tanti anni ma ancora non è diventato realtà: oggi, però, le cose possono cambiare e finalmente Roma potrebbe dotarsi di mini impianti di compostaggio nei caseggiati. La Regione Lazio, guidata da Nicola Zingaretti, governatore uscente e candidato per il centrosinistra, ha stanziato infatti 30 milioni di euro per finanziare questo progetto ambizioso, come anticipa oggi il Messaggero.

Il progetto di Roma Capitale, studiato ai tempi di Ignazio Marino e rimasto in soffitta per mancanza di risorse, prevede l’acquisto di 120 compostiere di quartiere. Non un singolo impianto per un unico condominio (che non riuscirebbe a produrre abbastanza rifiuti da rendere operativo il macchinario) ma uno a disposizione di un intero quartiere, mettendo d’accordo gli amministratori di vari caseggiati. Si stima che, con questo sistema, si potrebbe compostare circa 10mila tonnellate di organico delle 200mila che ogni anno la Capitale produce. Ora questi rifiuti vengono portati in altre Regioni, a caro costo, ma in futuro le cose potrebbero cambiare.

Come funzionano gli impianti?

Si tratta di macchinari di dimensioni ridotte e costi contenuti che possono lavorare rifiuti organici sul posto, come gli scarti delle mense ma anche sfalci e potature vegetali.

Entrano rifiuti, uscirà compost utile per fertilizzare giardini, ville storiche o per l’impiego in agricoltura. Il macchinario lavora il rifiuto con un processo elettromeccanico attraverso una trinciatrice-macinatrice integrata, che sminuzza il materiale organico. Dopo alcuni giorni di maturazione il risultato è un terriccio fertilizzante utilizzabile per agricoltura tradizionale e biologica.

Piano rifiuti

A Roma in questo momento non esistono grandi impianti di compostaggio in grado di soddisfare il bisogno della città. Il Comune non ha mai presentato la sua proposta per sopperire a questa mancanza e  la Regione Lazio ha fatto sapere, che ad oggi, non ha potuto aggiornare il Piano sui rifiuti perché la Città Metropolitana di Roma Capitale non  ha presentato progetti ufficiali. C’è chi prevede, sottolinea il Messaggero, che i piani saranno presentati dopo le elezioni. E i cittadini pagano e aspettano.

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