La Lega insiste sulle proprie scelte economiche e attacca Tria: “Decidiamo noi”

Focus

Claudio Borghi continua a promuovere i minibot, nonostante le bocciature di Draghi e Tria

Se l’unico appiglio per evitare una procedura d’infrazione rimane il dialogo “politico” tra la coppia Conte-Tria e la Commissione europea, avrebbe senso in questo momento delegittimare pubblicamente il titolare dell’Economia? Certamente no. Eppure in casa Lega accade anche questo. L’oggetto di discussione sono i minibot, uno strumento tramite il quale, sostiene il Carroccio nelle parole di Claudio Borghi, sarà possibile saldare buona parte dei debiti che la pubblica amministrazione possiede nei confronti delle imprese.

Va premesso che non è questa la sede in cui si intende aprire una discussione tecnica per mettere in evidenza le varie criticità dello strumento, anche perché basterebbe citare le parole di Mario Draghi per stroncare il dibattito sul nascere: “I Minibot – dice il governatore dell’Eurotower – o sono moneta, e allora sono illegali, oppure sono debito, e allora il debito pubblico sale. Non vedo una terza possibilità”.

E anche l’opinione pubblica sembra non gradire quei “mini” titoli di Stato: oggi un sondaggio di Pagnoncelli riporta la bocciatura da parte degli italiani. Secondo l’indagine, 6 cittadini su 10 li giudicano negativamente reputandoli una misura insufficiente per risanare il debito dell’Italia. Addirittura il 35% li giudica pericolosi.

Ma l’aspetto più stravagante della vicenda è che lo stesso ministro dell’Economia è arrivato a bocciarli (“Non servono e sono illegali”).

E come reagisce a tutto questo il leghista fautore dello strumento, Claudio Borghi, nonché da sempre fervido sostenitore dell’uscita dall’euro? “Decidiamo noi”, dice. “Sono fiducioso che Tria e Conte si convinceranno. Le leggi le fa il Parlamento – spiega stamane in un’intervista rilasciata a Repubblica – Un tecnico è giusto che abbia le sue convinzioni, ma la responsabilità politica è nostra. Decidiamo noi”.

Insomma, un bel modo di rispettare in primis un’istituzione come la Bce, che già si è espressa negativamente sul tema, e poi un ministro della repubblica deputato a prendere decisioni di politica economica, che è a capo del dicastero di un governo politico, altro che tecnico.

Dove porterà questa continua delegittimazione delle istituzioni europee lo capiremo solo nei prossimi giorni. Cruciale sarà in questo senso il vertice Ue di giovedì e venerdì prossimi, dove il premier Giuseppe Conte vedrà il presidente Jean Claude Juncker.

Ma il punto è che da oggi non basterà più spiegare come si intende evitare l’aumento dell’Iva e come fare una flat tax non in deficit. Ai piani alti di Bruxelles bisognerà far capire per quale motivo un Paese fondatore dell’Ue come l’Italia intenda mettere in circolazione questi minibot considerati da troppi osservatori una vera e propria moneta parallela all’euro.

Staremo a vedere, con le cinture ben allacciate.

—<<< Leggi anche: Tria da Moscovici a mani vuote >>>—

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