“Il ministero del Lavoro sapeva delle stime”. Ma Di Maio si è inventato il giallo della manina

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L’audizione del presidente dell’Inps Tito Boeri in commissione: “Non faccio politica e non ho giurato fedeltà a questo governo. Ma non accetto le minacce”

Il ministero del Lavoro, il 2 luglio, aveva mandato una richiesta da cui ”si evince che già aveva messo in conto una riduzione dell’occupazione a tempo determinato per effetto del decreto legge dignità”. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione nelle commissioni Finanze e Lavoro della Camera, consegna il carteggio delle mail scambiate tra l’Istituto e il ministero, per avvalorare le sue dichiarazioni sui tempi di consegna della relazione tecnica che contiene la stima di 8.000 posti di lavoro in meno.

Dalla ricostruzione, spiega Boeri, si evince che l’Inps ”ha condotto le stime su dati quasi interamente forniti dal ministero del Lavoro (comunicazioni obbligatorie) e ha avuto due giorni a disposizione per effettuare le stime, una volta ricevuti i dati dal ministero”. Inoltre, la relazione tecnica con la stima dell’impatto occupazionale negativo ”è pervenuta al ministero una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla presidenza della Repubblica”.

Il presidente dell’Inps assicura di non essere “personalmente affatto contrario allo spirito” del Dl dignità. “Ma questo – puntualizza – non mi esime dal fare i conti con la realtà che, spesso, ci impone delle scelte fra avere più di una cosa desiderata e meno di un’altra in qualche modo auspicabile”. E osserva, replicando alle accuse che gli sono state mosse dal Governo: “Affermare che le Relazioni tecniche esprimono un giudizio politico significa perciò perdere sempre più contatto con la crosta terrestre, mettersi in orbite lontane dal nostro pianeta”.

L’esecutivo che mi ha nominato non mi ha mai chiesto di giurare fedeltà al suo programma, né io avrei mai accettato di farlo. Chiedo lo stesso rispetto istituzionale a questo esecutivo, non tanto per me stesso, quanto per la carica che ricopro”.

Poi l’attacco al ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Se nelle sedi istituzionali opportune mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perche’ ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze. Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale”.

“Di Maio conosceva in anticipo il contenuto della famosa relazione tecnica del decreto dignità, eppure si è inventato la guerra contro il mondo ostile. L’audizione di Tito Boeri toglie ogni dubbio e risolve il giallo inventato dallo stesso vicepremier”. Lo afferma il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.

“Il decreto indebolisce i contratti a tempo determinato – sottolinea Marcucci – senza incentivare le assunzioni stabili. Sono d’accordo con Boeri, la previsione di perdita di posti sarà ben superiore a quella di 80mila, inserita nella relazione tecnica. Il decreto dignità, inoltre, renderà più difficile l’attrazione di investimenti esteri, che proprio il governo Renzi aveva invece favorito. Insomma l’hanno chiamato dignità, ma rischia di essere una Caporetto”.

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