Ministro Grillo, che cosa vuole fare davvero con i vaccini?

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Ecco perché la proposta della ‘gradualità dell’obbligatorietà’ fa acqua da tutte le parti

Il tema dei vaccini è sempre stato un territorio impervio per il Movimento 5 Stelle che non ha mai chiarito fino in fondo cosa pensasse. Coerentemente con il loro atteggiamento fumoso, sono riusciti a non prendere mai una vera e propria presa di posizione su argomenti e temi sensibili (li avevate mai sentiti parlare di immigrazione in campagna elettorale?). Nonostante ora siano al Governo e ricoprano lo scranno del ministero della Salute, le cose non sono cambiate.
Uno dei primi provvedimenti presi da Giulia Grillo è stato quello di permettere l’autocertificazione dei vaccini: non eliminano la legge che prevede l’obbligatorietà ma forniscono un’alibi per bypassarla legalmente. Tutti i genitori sanno, infatti, che quando si portano i bambini a fare i vaccini viene automaticamente rilasciato un certificato; fornire un’autocertificazione non ha senso a meno che un genitore non abbia consapevolmente scelto di non vaccinare e quindi di andare contro la legge.
Ma anche dal punto di vista costituzionale la decisione non regge. I deputati Pd hanno provato a spiegare al Ministro questa ovvietà: una circolare ministeriale, che è una fonte secondaria del diritto, non può modificare una fonte primaria, cioè una legge.

Il ministro oggi torna sul tema e propone la ‘gradualità dell’obbligatorietà’: i vaccini possono graduare nell’intensità, nel tempo e a livello territoriale.
Un’idea che ricalca una proposta di legge già ampiamente criticata. Nel 2017 la Grillo scriveva: “In caso di particolari emergenze sanitarie o specifici episodi epidemici che possono compromettere l’immunità di gregge, il Ministro della Salute può ricorrere a un decreto e a misure obbligatorie al fine di tutelare la salute pubblica”.
Un ragionamento che fa acqua da tutte le parti: è proprio l’alta copertura vaccinale a scongiurare le epidemie, perché agire quando c’è un’emergenza invece di cercare di prevenirla? L’immunologo Burioni aveva sintetizzato efficacemente: “Preoccuparsi delle vaccinazioni quando l’epidemia è scoppiata è come allacciarsi le cinture dopo un incidente d’auto”.
Tutto questo secondo la Grillo dovrebbe servire ad aumentare la fiducia nei vaccini che in questo periodo di disinformazione (alimentata dagli stessi esponenti del movimento in questo anni) vacilla. Secondo il ministro: “Riconoscere l’importanza delle vaccinazioni, e poi obbligare la gente a farle, sembra una contraddizione agli occhi dei cittadini”. Una dichiarazione opinabile. Se le malattie non si diffondono e non ci sono emergenze, la forza dei numeri è l’unica arma per convincere i genitori che i vaccini funzionano.

 

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