Torna la crisi dei missili? Trump spaventa il mondo

Focus

Dalla Cina all’Europa tutti contro il presidente Usa e la sua sconsiderata idea di stracciare il Tratto Inf

“C’è il rischio di vanificare tutti i nostri sforzi fatti per raggiungere il disarmo nucleare. È un pericoloso passo indietro”. L’ex presidente Michail Gorbaciov non nasconde la sua preoccupazione e attacca sull’intenzione della Casa Bianca di ritirarsi unilateralmente dal trattato Inf, l’accordo firmato nel 1987 da Ronald Reagan e dallo stesso Gorbacov, che imponeva a entrambi gli Stati la distruzione dei missili balistici a medio raggio. Un ritorno al passato che non è mai stato così vicino.

E’ vero, negli ultimi 31 anni ci sono stati spesso reciproci sospetti e verifiche ma mai si era arrivato a metterlo in discussione così drasticamente. Ci ha pensato Donald Trump che, con la superficialità che lo contraddistingue, ha lanciato una bomba – solo metaforica- mentre era ad un’iniziativa elettorale in Nevada: “Sono anni che la Russia viola l’accordo”, ha detto Trump en passant, “non permetteremo più che fabbrichino armi nucleari mentre a noi non è permesso. Noi abbiamo onorato l’impegno, ma loro sfortunatamente no”.

Il Presidente Usa fa finta di non sapere quanto è stato importante quel Trattato per garantire, non solo la fine della Guerra Fredda, ma anche la pace in tutta l’Europa. Non è un caso infatti che proprio dal Vecchio Continente siano partite le prime, feroci, critiche alla possibilità di stralciare l’accordo. Non possiamo dimenticare infatti che, prima che l’accordo fosse firmato, i paesi europei erano costantemente in allarme perché l’Unione Sovietica avrebbe potuto usare, non a caso venivano chiamati “euromissili”, queste armi sopra le nostre teste.

Ovviamente il Cremlino rimanda al mittente tutte le accuse e commenta in maniera molto chiara: “Sarebbe un passo molto pericoloso che, sono sicuro, non sarà capito dalla comunità internazionale e si attirerà anche delle condanne gravi”, ha detto il viceministro degli Esteri russo, Sergej Riabkov, all’agenzia di stampa russa Tass. “Se gli Stati Uniti continuano ad agire in modo maldestro – ha aggiunto- e a ritirarsi unilateralmente dai trattati internazionali, allora non avremo altra scelta se non quella di adottare misure di ritorsione, anche sulla tecnologia militare”.

Scambi di dichiarazioni che riaccendono alla memoria vecchie dialettiche. Ma è proprio questo che Donald Trump fa ogni volta che apre bocca, soprattutto su questioni internazionali: rigettare nell’incertezza e nel potenziale disordine mondiale questioni troppo delicate per essere affrontate con un tweet.

Oltre ad alzare i toni in vista delle insidiose elezioni di MidTerm, alcuni analisti intravedono nelle parole di The Donald più che un messaggio a Putin, una vera e propria chiamata alla responsabilità per la Cina. Non essendo vincolata a nessun trattato, infatti, il paese del Sol Levante sta rafforzando la propria presenza militare nel Pacifico, investendo massicciamente nello sviluppo missilistico. Stralciare l’Inf potrebbe forse portare a redigere un nuovo accordo in cui costringere anche Pechino a rispettare regole condivise e definire i limiti comuni allo sviluppo di armi nucleari.

Ma nell’immediato le parole di Trump non fanno altro che rendere la terra un posto più insicuro. “Il mondo”, ha detto l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, “non ha bisogno di una nuova corsa agli armamenti che non gioverebbe a nessuno e, al contrario, porterebbe più instabilità”.

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