Non sarà una “missione combat”: cosa farà l’Italia in Niger

Focus

I militari italiani dovranno addestrare le forze nigerine e renderle in grado di contrastare efficacemente il traffico di migranti ed il terrorismo

L’intervento italiano prevedrà l’invio di un massimo 470 militari (120 fino a giugno) ma l’operazione rientra nell’operazione euro-africana nel Sahel la cui alleanza è stata varata duante il vertice al castello di Celle Saint Cloud dal presidente francese Emmanuel Macron con stanziamenti che arriveranno dall’Ue che contribuirà con 50 milioni di euro.

Per la missione in Niger, inoltre, i cinque Paesi africani coinvolti stanzieranno 5 milioni, mentre 51 milioni arriveranno dagli Usa e 8 dalla Francia. Poi l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno promesso rispettivamente di mettere 100 milioni e 30 milioni.

L’obiettivo della missione, secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, sarà quello di “consolidare il Niger, contrastare il traffico degli esseri umani e il terrorismo”.

Nello specifico, l’Italia, come spiegato dal capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, avrà il “compito di addestrare le forze nigerine e renderle in grado di contrastare efficacemente il traffico di migranti e il terrorismo”. Non sarà, ha aggiunto Graziano, “una missione combat”. Le organizzazioni jihadiste in quella regione, infatti, gestiscono i principali traffici illeciti come droga, armi ed esseri umani.

All’Italia, inoltre, potrebbe toccare il pattugliamento della zona al confine con la Libia, bloccando così i trafficanti che cercano di raggiungere il Paese nord africano. Ma da più parti sembrano emergere posizioni scettiche su questa possibilità dal momento che i respingimenti possono essere contrastati direttamente dalle coste libiche attraverso la cooperazione con la Guardia costiera di Tripoli.

Nel frattempo, a Niamey è presente in questi giorni un team che analizzerà le necessità della nuova missione militare italiana in Niger, che partirà gradualmente nel corso del 2018, dopo l’ok del Parlamento. I militari scelti per la missione potrebbero essere, almeno inizialmente, i parà della Folgore che lavoreranno al fianco di francesi dell’operazione “Barkhane”, in Sahel.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli