Cos’è la missione in Niger, la Camera approva la risoluzione sulle missioni

Focus

La maggioranza ha incassato il voto positivo di Forza Italia. La Lega si è astenuta, mentre Leu e M5s hanno votato contro

E’ arrivato il sì della camera sulle risoluzioni relative alla relazione delle commissioni Esteri e Difesa sulla partecipazione dell’Italia a missioni internazionali. La maggioranza ha ricevuto anche il voto positivo di Forza Italia, mentre la Lega si è astenuta. Contrari i deputati del M5s e di Leu.

“Via libera della Camera alle missioni internazionali. Da Afghanistan a Iraq, da Libano a Kossovo, da Libia a Niger forze armate e cooperazione italiana lavorano per pace, sviluppo e stabilità, contro terrorismo e traffico di esseri umani”. Lo scrive su twitter il premier Paolo Gentiloni.

Al via nell’Aula di Montecitorio le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni relative alla relazione delle commissioni Esteri e Difesa sulla partecipazione dell’Italia a missioni internazionali, tra cui quella in Niger. Per l’Italia, c’è “un rinnovato interesse alla fascia saheliana, la cui importanza geostrategica – si legge nella relazione del governo – risiede nella collocazione di ponte fra l’Africa subsahariana e l’Europa, anche in un’ottica di flussi migratori e di traffici illeciti a questi connessi”. In Africa subsahariana “permane una fascia di instabilita’ che attraversa il Continente, dalla Mauritania al Corno d’Africa”. La discussione riprenderà alle 14.30, mentre le votazioni sono previste dopo le 16.

Prima dell’inizio del dibattito il cinquestelle Davide Crippa aveva contestato che la votazione avvenisse a Camere sciolte, non ravvisando la “doverosità” prevista dalla Costituzione. La doverosità, ha spiegato la presidente Laura Boldrini, “è legata al quadro complessivo di impegni internazionali” assunti dal Paese con le missioni, e che “non è stata contestata da nessuno nella conferenza dei capigruppo”. L’esame in Aula è stato deciso, ha aggiunto Boldrini, “come elemento di ulteriore garanzia”.

Votano contro M5S e Liberi e Uguali, mentre la Lega si astiene. “Penso che la politica estera e di sicurezza nazionale – ha commentato il relatore Andrea Manciulli – non debbano guardare alle etichette di chi vota. Bisogna parlare del merito concreto delle questioni, perché ci sono di mezzo la sicurezza del Paese e dei militari”.

E il voto su questa missione è urgente, evidenzia il deputato dem: “Questo voto e questa missione vanno approvati ora, perché il rischio è ora, come vediamo bene dai traffici di essere umani. Su questo aspetto ci vuole una grande coerenza e responsabilità su questioni che sono di interesse nazionale. Per questa ragione abbiamo apprezzato l’atteggiamento di quelle forze – ha concluso Manciulli – che pur non facendo parte della maggioranza di governo, hanno scelto di approvare il provvedimento”.

Cosa prevede il decreto missioni

Il decreto missioni non prevede solo l’impegno nel Paese del Sahel, ma anche la conferma delle missioni in Afghanistan, Libano, Balcani, Somalia e l’appoggio alle missioni Nato in Lettonia e Turchia. Tra le novità deliberate dal Consiglio dei ministri di dicembre scorso l’invio 400 militari in Libia (consistenza media annuale di 375 unità) per sostegno a carattere umanitario, assistenza e supporto sanitario, addestramento delle forze di sicurezza libiche, supporto alla Guardia costiera libica, ricognizioni in territorio libico, ripristino delle infrastrutture funzionali alla capacità libica di controllo del territorio. Il tutto per fornire “assistenza e supporto al governo di accordo nazionale libico”. Verranno utilizzati 130 mezzi terrestri, oltre a mezzi navali e aerei nell’ambito dell’operazione Mare sicuro. Nel periodo 1 gennaio-30 settembre 2018 questa missione potenziata costerà 34,98 milioni di euro.

L’Italia in Niger: una missione “no combat”

In Niger l’Italia manderà 470 militari, ma, come già annunciato dal governo, non sarà una missione combat, ma di controllo dei confini, come il pattugliamento della zona al confine con la Libia, bloccando così i trafficanti che cercano di raggiungere il Paese nord africano. L’obiettivo principale è il contrasto del traffico degli esseri umani e del terrorismo. L’Italia avrà il compito di addestrare le forze nigerine al contrasto efficace del traffico di migranti gestito, insieme alla droga alle armi, dalle forze jihadiste presenti sul terrorismo.

 

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