Montino vittima di minacce, prima dei Casamonica e poi del M5S

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Il sindaco di Fiumicino annuncia querele nei confronti dei consiglieri del M5S

“È inaccettabile che in questa vicenda, a causa della strumentalizzazione politica del Movimento 5 Stelle, io e la mia famiglia rischiamo di passare da vittime a carnefici. E tutto questo mentre i veri mafiosi continuano indisturbati a praticare sul territorio romano le loro intimidazioni e le loro attività illecite. È di questo che dovrebbero preoccuparsi i grillini, invece di attaccare strumentalmente gli avversari fino a calunniarli”.

Esterino Montino, esponente del Pd romano e attualmente sindaco di Fiumicino, è fuori di sè mentre racconta della vicenda in cui è incappato e che lo ha visto nell’ordine prima vittima, insieme al figlio, di minacce da parte dei Casamonica, e poi oggetto di articoli e attacchi calunniosi da parte della premiata ditta Il Fatto Quotidiano-Movimento 5 Stelle.

La vicenda

Questi i fatti, raccontati a Democratica dallo stesso Montino: nel 2015 una società di cui il sindaco di Fiumicino è amministratore ha concesso in locazione un locale di cui da anni è proprietaria a Testaccio, lo storico quartiere della movida romana, a tale Domenico Bevilacqua, individuato tramite un’agenzia immobiliare e che, in un primo momento, non presentava nessun profilo di problematicità.

“Dopo appena due mesi – ci racconta Montino – sono cominciati i problemi. La società titolare della locazione ha cominciato a non pagare l’affitto, e mio figlio Luca, che avevo incaricato di seguire la faccenda, ha scoperto che il signor Bevilacqua agiva per conto di Vittorio Casamonica, titolare tra l’altro anche di altre concessioni che nel frattempo continua tranquillamente a gestire. La scoperta non ci ha fermato, e nonostante le minacce e le intimidazioni che nel frattempo sono arrivate a me e a mio figlio, abbiamo continuato a pretendere il dovuto, fino ad arrivare alla richiesta di sfratto”.

Ma ovviamente, come sempre quando c’è di mezzo la criminalità, la cosa non è finita lì. “Dopo aver aspettato due anni per la procedura di sfratto e circa otto mesi per lo sfratto esecutivo, che è arrivato solo al quinto accesso dell’ufficiale giudiziario, poche settimane dopo essere rientrati in possesso dell’immobile abbiamo scoperto nell’ordine il cambio dei lucchetti e il furto di tutto quello che c’era nel locale, dalla cucina alla friggitrice. A quel punto è partita la prima denuncia per furto con scasso. Ma neanche questo è bastato, perché dopo un mese abbiamo subito l’allagamento del locale, dopo il quale è partita la seconda denuncia. Insomma, da quasi tre anni stiamo subendo da questa vicenda non solo minacce e intimidazioni, ma anche un danno economico”.

Per M5S non vittime, ma complici

Fin qui i fatti. Peccato che la vicenda sia stata oggetto nei giorni scorsi di una uno-due micidiale, prima con una campagna de Il Fatto Quotidiano che associava in maniera capziosa il nome di Montino a quello dei Casamonica, e poi con la geniale uscita dei consiglieri M5s in Campidoglio, Paolo Ferrara e Giuliano Pacetti, che hanno parlato di “gravi notizie sul legame Montino-Casamonica” e di “legami con ambienti quantomeno di dubbia moralità”, fino ad associare in maniera fumosa alla vicenda il nome del Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, guarda caso ricandidato per il centrosinistra alla tornata del prossimo 4 marzo.

“Non accetto che il mio nome e quello dei miei familiari venga accostato, più o meno direttamente, a chi ha agito nell’ombra, fuori dalla legalità e da ogni regola, nascondendosi dietro a un prestanome – si legge in un comunicato stampa di Montino -. Per questo ho dato mandato al mio avvocato di sporgere querela nei confronti dei consiglieri del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara e Giuliano Pacetti, dei quotidiani il Tempo’ e ‘Fatto Quotidiano’ che hanno dato il via a una campagna ambigua e denigratoria nei miei confronti e di chiunque strumentalizzi un fatto che ha danneggiato attraverso minacce, intimidazioni e atti di vandalismo sia me che i miei affetti più cari”.

Nel frattempo, fa notare il sindaco di Fiumicino, le attività illecite legate al clan continuano indisturbate, mentre i fustigatori della morale del Movimento 5 stelle impegnano tempo ed energia ad attaccare strumentalmente chi di queste attività è caduto vittima.

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