Morbillo, storia di un virus sottovalutato: tutto quello che c’è da sapere

Focus

I casi di persone colpite sono aumentati negli ultimi mesi, tanto da far scoppiare un’epidemia. Quali sono i sintomi, come riconoscere e prevenire questa malattia fortemente contagiosa

Measles_WeeklyReport_N6Ormai è chiaro e provato dai numeri: in Italia è tornato l’allarme morbillo. E purtroppo c’è ancora qualche genitore (molti a quanto pare) che sottovaluta la malattia, anzi è convinto che se il figlio prende la malattia si formano più anticorpi che facendogli fare il vaccino. Non aiuta la disinformazione veicolata da alcuni siti internet, gruppi di genitori antivaccinisti e certe dichiarazioni come quelle che arrivano da alcuni politici, Grillo in testa.

E così il 2017 in Italia segna un record di malati con 385 casi solo nel mese di aprile, cinque volte quelli verificatisi nello stesso mese del 2016, quando se ne erano contati appena 76. I dati arrivano dal nuovo bollettino settimanale curato dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore della sanità che aggiorna a 1.920 il numero totale dei casi verificatisi da inizio di quest’anno (nel 2016 furono 800). Di questi un terzo con almeno una complicanza.

Infatti, per molti viene considerata una semplice malattia dell’infanzia (perché di solito colpisce i bambini tra 1 e 3 anni), ma si tratta di un virus molto contagioso e che può portare oltre ai classici sintomi, tra cui la febbre, l’eruzione cutanea, la tosse secca, il naso che cola, la congiuntivite, anche delle complicazioni dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o addirittura encefaliti (infiammazioni del cervello) e per questo in alcuni casi la malattia può essere fatale, soprattutto per i neonati o nelle persone con deficit immunitario. La malattia, infatti, provoca tra le 30 e le 100 morti ogni 100mila persone colpite.

L’allarme degli Usa: l’Italia nell’elenco dei Paesi a rischio salute

Gli Stati Uniti sono riusciti a sconfiggere la malattia proprio grazie a un’importante campagna di copertura vaccinale. Ed è per questo che i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Usa hanno inserito l’Italia tra i Paesi a rischio per gli statunitensi che viaggiano all’estero. A chi intende visitare il Belpaese i Cdc consigliano di controllare di essere vaccinati oppure vaccinarsi contro il morbillo, lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi il volto prima di lavarsi le mani.

La malattia 

I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore con una febbre che diventa sempre più alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca. Dopo 3-4 giorni, appare la classica eruzione cutanea composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo che dura da 4 giorni a una settimana.

Il periodo di incubazione è di circa dieci giorni: inizia all’entrata del virus nell’organismo e finisce all’insorgenza della febbre. La contagiosità si protrae fino a cinque giorni dopo l’eruzione cutanea, ed è massima tre giorni prima, quando si ha la febbre.

Il contagio avviene tramite le secrezioni nasali e faringee, probabilmente per via aerea attraverso gli starnuti o la tosse del malato. Non esiste una cura specifica contro il morbillo, per questo è possibile trattare esclusivamente i singoli sintomi come la febbre, la tosse o gli occhi.

Il vaccino in Italia

epa04634108 A nurse holds up a combination vaccine against measles, rubella, and mumps in a doctor's office in Berlin, Germany, 23 February 2015. After administering the vaccine, the immune system builds up antibodies against the viruses. These antibodies protect against infections caused by these viruses. German media citing the Berlin Health senatot report on 23 February that a toddler died of measles in the German capital. More than 370 people in the German capital, most of them adults, have been infected by the measles virus since the start of the ongoing outbreak in October 2014, and more than 250 got sick in January 2015 alone, according to the Robert Koch Institute (RKI), which is responsible for disease control and prevention in Germany.  EPA/BERND VON JURTCZENKA

Prima dell’introduzione del vaccino, i casi di morbillo erano oltre 70mila all’anno. Il vaccino è entrato in commercio nel 1976 e raccomandato dal ministero della Sanità dal 1979. Solo alla fine degli anni ’80 la percentuale dei bambini vaccinati è salita al 41% (prima non aveva mai superato la soglia del 21%) e da allora è andata via via aumentando. “Nel 2003 – si legge nella scheda che gli dedica l’Istituto Superiore di Sanita’ sul portale EpiCentro – è stato approvato il primo Piano di eliminazione del morbillo; tuttavia, visto che non sono state mai raggiunte coperture vaccinali sufficienti a interrompere la trasmissione dell’infezione (≥95%) la malattia rimane endemica e si continuano a verificare periodiche epidemie. L’ultimo anno epidemico è stato il 2013, con circa 2300 casi notificati. Nei primi mesi del 2017 si sta assistendo a una nuova epidemia con più di 1400 casi segnalati nei primi quattro mesi dell’anno”. Quasi tutte le regioni italiane hanno segnalato casi, ma il 92% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia.

Come vaccinarsi

In Italia il vaccino contro il morbillo non è obbligatorio, tranne per le reclute all’atto dell’arruolamento, ma viene raccomandato dal sistema sanitario. Si tratta di un vaccino unico di copertura contro morbillo, parotite e rosolia. Di solito viene consigliato prima del 24esimo mese di vita, possibilmente tra i 12 e i 15 mesi di età, a cui segue un richiamo verso i 5-6 anni o gli 11-12 anni. Fino al sesto-nono mese di vita, il neonato allattato al seno può essere protetto dagli anticorpi che gli vengono dalla madre se questa è immunizzata. La durata di immunizzazione del neonato è inferiore se la madre è stata immunizzata da un vaccino e non dal morbillo stesso.

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