Addio a Fabrizio Saccomanni, economista ed ex ministro delle Finanze

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Dall’aprile del 2018 era presidente del Consiglio d’amministrazione di Unicredit

È deceduto all’età di 76 anni il presidente di Unicredit, Fabrizio Saccomanni, ex ministro dell’Economia. Dall’aprile del 2018 era presidente del Consiglio d’amministrazione di Unicredit e in passato fu anche direttore generale di Banca d’Italia, istituzione nella quale ha praticamente svolto l’intera carriera.

Ma fra gli incarichi per i quali acquistò notorietà nelle cronache politiche va ricordato il suo ruolo di ministro dell’Economia nel governo guidato da Enrico Letta dall’aprile del 2013. Incarico che però ricopre per troppo poco tempo. “Se sapevo che durava solo dieci mesi non avrei accettato”, si è sfogato successivamente in un’intervista. “Per impostare un lavoro così complicato come quello affidato al ministro dell’Economia – aveva sottolineato – servono almeno due anni”. Numerose le cariche ricoperte negli ultimi anni e dove era attualmente in carica: dalla vicepresidenza dell’Abi al consiglio direttivo di Assonime, dal comitato scientifico del centro studi di Confindustria al consiglio direttivo dell’Istituto Einaudi.

Era una figura paciosa e bonaria, di buon senso, che riusciva con la sua diplomazia a mettere d’accordo tutti. “È l’unica persona che conosco che possiede un talento innato di esprimere concetti profondi con eloquenza italiana e senso dello humour britannico”, diceva di lui Jean-Claude Trichet, quando era ancora presidente della Bce.

Nato a Roma nel 1942, dopo la laurea in Economia conseguita all’università Bocconi di Milano  entra alla giovane età di 25 anni in Banca d’Italia. Svolge ruoli di rappresentanza della banca centrale presso il Fondo monetario internazionale, la Bce, la Banca dei regolamenti (Bri) e l’Unione Europea. È stato anche direttore centrale degli Affari internazionali, capo della direzione internazionale e del Servizio studi e ha fatto parte dell’Ufficio vigilanza bancaria e finanziaria.

Saccomanni ha di fatto rappresentato la Banca d’Italia nell’ambito dei principali organismi finanziari internazionali, ha partecipato ai negoziati per la creazione dell’Unione economica e monetaria ed ha collaborato nel Comitato dell’Euro per la gestione della transizione alla moneta unica. Dal 2003 al 2006 è stato vicepresidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra.

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