È morto Gianni De Michelis, vitalista e craxiano

Focus

Un uomo politico di grande intelligenza che forse doveva avere più coraggio.scomparso dopo una lunga malattia

Di Gianni De Michelis,  scomparso dopo una lunga malattia, sì ricorda l’eccezionale vitalismo, inteso sia come passione politica che come voglia di vivere alla grande, considerando la professione di politico come non totalizzante, non grigia, non riparata.

Fu un ministro importante, dell’industria e soprattutto degli Esteri nell’epoca craxiana che nel suo atlantismo non piegava però la testa nemmeno davanti a Roma le Reagan – il famoso episodio di Sigonella ne fu l’emblema.

De Michelis, arguto come tutti i veneziani, era un uomo molto intelligente, uno che poteva discutere con i mostri della politica mondiale di quel tempo,Thatcher, Mitterrand, Kohl, Gonzales. Anticomunista ma nemmeno tanto, negli anni della grande contrapposizione fra Craxi e Berlinguer, forse avrebbe dovuto osare di più, come Martelli, come Amato, quando si rese evidente un certo esaurimento del cracismo, finito impastoiato fra le trame di Andreotti e Forlani, ancor prima di Nani pulite che tutto spezzò.

E andava a ballare, Gianni De Michelis, goffo e capelluto negli anni della Milano da bere e dei nani e ballerine. Per un uomo politico di primo piano, a quei tempi, era la rottura di un clichè secolare. Un personaggio di livello, in ogni caso, che se ne va.

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