Tria da Moscovici a mani vuote: “Non posso produrre documenti nuovi”

Focus
Giovanni Tria, def

Conte prepara una lettera “politica”, un modo per ammorbidire il clima malgrado le continue sparate di Salvini

A Bruxelles Giovanni Tria ha incontrato Pierre Moscovici. E’ una trattativa che non è una trattativa. Al massimo, sono chiacchiere. Il massimo che il ministro dell’Economia può fare è spiegare che il governo di cui fa parte non sa bene che pesci prendere. Inutile dire che Moscovici sa tutto. Così come sanno tutto i ministri delle Finanze di ogni colore politico che l’altro giorno hanno “coperto” la Commissione europea nel bacchettare l’Italia e nel far balenare la procedura d’infrazione.

Le parole pronunciate dal ministro italiano prima di vedere il commissario europeo tutto sono state tranne che l’annuncio di un qualche impegno: “Anticiperò i nostri programmi per questo e l’anno prossimo”, ma “l’unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo”. Perfetto: l’Europa ci chiede pezzi di carta con idee nuove per abbattere il debito e il ministro anticipa che di produrre carte non se ne parla (“Poiché siamo a metà anno non ci sono documenti ufficiali nuovi da far uscire”). E grazie: che cosa ci potrebbe scrivere, il malcapitato? Che la flat tax non è coperta? E come reagirebbe il padre padrone del governo Salvini?

Infatti il punto è questo. Tria è contro le “spese pazze” che derivano da misure come quota 100 o la flat tax. Ma come spiegarlo al capo leghista?

Moscovici non ha infierito pur tenendo il punto; “Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare”.

E mentre Tria non esibirà documenti nuovi, ecco che si prospetta una lettera “politica” di Conte alla Ue. Lettera che ancora non è pronta, ha detto il premier. Non conterrà comunque chissà quali novità dal punto di vista della politica economica ma potrebbe avere – questo è l’auspicio di palazzo Chigi e probabilmente anche del Quirinale – di stendere un velo di balsamo sulle ferite che quotidianamente producono le parole del ministro dell’Interno. Si tratta, per il governo italiano, di trovare il modo per sedersi seriamente al tavolo di una trattativa vera. Quella che Salvini sta impedendo.

Ma l’Europa non intenzione di farsi prendere per il naso. “L’Italia è invitata a prendere le misure necessarie “per rientrare nel rispetto dei parametri europei della procedura infrazione”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. Il governo Conte è avvisato.

 

 

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