Ora il M5S ha bisogno di Gaviscon

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Mandano giù qualunque cosa pur di restare attaccati al potere: ha ragione Grillo ad indignarsi

Mandano giù qualunque cosa, i poltronari di Di Maio. Ultima, la Tav. Fatta ingoiare dal loro presidente del Consiglio, quel Giuseppe Conte che da Carneade è diventato premier proprio grazie ad una genialata di Di Maio. E prima c’era stata l’Ilva, la Tap, il voto salva-Salvini, Autostrade che continua a gestire le autostrade e anche di più (Alitalia, altra genialità di Di Maio) e tanti altri rospi ancora.

Ma accettare la Tav è il sipario – come ha scritto Claudio Tito su Repubblica – su un’esperienza politica che scolorisce in un doroteismo ancora  più rozzo dell’originario (che comunque aveva una certa idea del governo del Paese durata decenni).

E dunque ha ragione il vecchio Grillo. Il comico cui scivola il belletto sul viso come il fallito Calvero di Chaplin e guarda triste una platea svuotata. Che lascia trapelare la sua indignazione per la svendita di bandiere identitarie in nome della poltrona. In questo senso l’ombra lugubre di Toninelli fa veramente senso: uno che dopo la decisione sulla Tav non si dimette non ha dignità.

Il potere per il potere, pur di non non finire nel dimenticatoio della storia: altro che valori. Anche uno strapuntino va bene, a costo di ingerire decine di Gaviscon, le pillole contro l’acidità e il riflusso.

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