Torino-Lione, sì o no? Il governo risponda

Focus

Mauro Laus: “Toninelli e i 5 Stelle affermano che la Torino-Lione costerà 20 miliardi, ma a noi risulta un costo certificato di 8,6 miliardi”

Mauro Laus, senatore Pd, lei è il primo firmatario della mozione presentata al Senato in cui si chiededi andare avanti coi lavori per il Tav. A che cosa puntate, qual è l’obbiettivo della mozione?
Abbiamo visto la Lega e Salvini esternare con chiarezza di essere favorevoli alla Torino-Lione. A questo punto chiediamo di rispondere con altrettanta chiarezza a una domanda semplice, che abbiamo tradotto nella mozione presentata: vogliamo procedere in tempi brevi alla prosecuzione dei lavori della linea ferroviaria Torino-Lione e a sbloccare gli appalti in capo a Telt? La domanda è semplice e ci aspettiamo una risposta altrettanto semplice: o sì o no”.

Non è che la mozione miri soprattutto a spaccare la maggioranza gialloverde?
A differenza di Di Maio e Salvini che vivono in costante campagna elettorale, al Pd dei dissidi interni fra leghisti e grillini interessa poco. A noi interessa, invece, il bene comune e nella piazza di Torino dove c’ero io a manifestare per una infrastruttura strategica per l’Italia come il Tav, c’erano anche i rappresentanti della Lega, e questo mi fa piacere, perché si ragiona del bene comune. Il problema è che a piazza Castello la Lega dice una cosa, e a Palazzo Chigi un’altra. La nostra mozione, dunque, non è uno strumento tattico, bensì pone una questione di responsabilità politica, e valorizza la centralità del Parlamento, perché è bene che Lega e M5Stelle si accorgano finalmente che il Parlamento esiste. Debbono farsene una ragione: c’è un Parlamento ed è il luogo deputato a decidere.

Sta di fatto che dentro la maggioranza non mi pare che abbiano una visione comune, ad esempio i 5 Stelle…
Ecco, parliamo del M 5 Stelle e del ministro dei Trasporti Toninelli: continuano a sostenere che l’opera costerà 20 miliardi. Eppure nel bilancio dello Stato sono certificati 2 miliardi 855 milioni che l’Italia spenderà per la tratta nazionale, 1 miliardo 700 milioni per la tratta nazionale e arriviamo a 4 miliardi 600 milioni. Per l’intera tratta Torino-Lione, tenendo conto delle risorse italiane, francesi ed europee, arriviamo a 8,6 miliardi. Un ministro e dei parlamentari non possono permettersi il lusso di mettere in giro numeri inventati. O portano in Senato i documenti certificati che dimostrano che il Tav costa 20 miliardi oppure si scusino e smettano di raccontare bugie”.

Proprio oggi, però, il presidente dei senatori 5 Stelle dichiara che la Torino-Lione non è conveniente.
Questo è ancora più imbarazzante di una bugia. Nell’intervista alla Stampa il senatore pentastellato Patuanelli, infatti, dichiara: “Un Sì alla Torino-Lione ci metterebbe in difficoltà, perché la base non capirebbe. Ci sarebbe un problema di tenuta interna, se arrivasse all’improvviso un parere favorevole senza una motivazione solida a sostegno. E di motivi, nell’analisi costi benefici, non mi sembra che ce ne siano“. Ci rendiamo conto della gravità di quanto detto? Patuanelli ci sta dicendo che lo sviluppo del Paese è ostaggio della base dei 5 Stelle. Inoltre, mentre Toninelli afferma che deve ancora verificare costi/benefici, Patuanelli anticipa che il risultato è negativo. E aggiungo che non occorre essere maghi per immaginare quale sarà l’esito dell’analisi, considerato che tutti gli esperti che ci hanno lavorato sono ‘no Tav’.

La soluzione per arrivare a una decisione definitiva può essere il referendum?
Consultare i cittadini è sempre positivo, ma un referendum lo fai prima, proprio per decidere cosa o non cosa fare, non lo fai dopo, nel bel mezzo dei lavori. Un referendum del genere offenderebbe l’intelligenza di noi tutti, significherebbe la sconfitta della politica. La verità è che Salvini vuole la consultazione referendaria solo per stendere definitivamente al tappeto i suoi alleati di governo dei 5 stelle.

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