Agguato a Napoli davanti alla scuola che chiedeva protezione

Focus

Scene da far west al Rione Villa, zona est, all’ora di ingresso dei bambini. Ucciso Luigi Mignano davanti al nipotino. Il Pd: “Salvini dov’è”?

Un agguato di camorra davanti a una scuola elementare, all’orario di ingesso dei bambini, davanti alla parrocchia che è l’unico punto di aggregazione del quartiere, dove a quell’ora del mattino molti anziani si stavano recando a messa.

E’ quanto accaduto oggi a Napoli, zona Est, nel quartiere denominato Rione Villa. A cadere sotto i colpi dei sicari Luigi Mignano, 57 anni, che insieme al figlio Pasquale, probabilmente il vero obiettivo dell’agguato, stava accompagnando a scuola il nipotino di 4 anni, che ha assistito alla scena insieme ai tanti bambini che a quell’ora si trovavano in zona.
I testimoni raccontano una scena da far west, con numerosi colpi di pistola esplosi e le mamme, i papà e i bimbi che sono corsi a ripararsi dietro le auto in sosta.

Scioccata la preside dell’Istituto Vittorino da Feltre, dove c’è stato l’agguato: “Domani cosa dico ai miei alunni? Che va tutto bene? Abbiamo chiesto un presidio fuori la scuola a tutti gli interlocutori possibili. Oggi sarebbe stato fondamentale avere qui la camionetta come quella che c’è in centro, dove non succede mai nulla. Io ho paura, abbiamo bisogno di protezione”.

Parole a cui fanno eco quelle del parroco, padre Modesto Bravaccino, che un anno fa mostrò un proiettile finito nel campetto dell’oratorio della Chiesa: “Fino a stamattina eravamo fiduciosi che la situazione fosse migliorata, poi un agguato davanti ad un bimbo di tre anni, il nipote della vittima, ci ha fatto capire che la ferocia è aumentata”.

La zona dove si è verificato l’agguato è al centro della contesa per il predominio sulla zona est della città e su San Giovanni a Teduccio tra il clan Rinaldi, al quale è ritenuto vicino Pasquale Mignano, e il clan Mazzarella.
Dunque Gomorra, che raccontata sullo schermo in tutta la sua ferocia rischia forse di sembrare più un’opera di finzione che la realtà, esiste davvero, e spara senza scrupoli in mezzo a una folla di bambini e genitori.

Polemico il Pd, con il capogruppo in commissione parlamentare antimafia, Franco Mirabelli, che attacca: “Oggi Salvini si prende i meriti non suoi degli arresti in Calabria intanto a Napoli si continua a sparare. Su questo tace dopo tante parole”, e l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, che scrive su twitter: “Forse è il caso che il ministro degli interni tra un blocco navale e un selfie, si occupi del fatto che a Napoli si spara e si uccide nelle strade”.

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