Noemi ha aperto gli occhi. Arrestato il killer. Zingaretti: “Una bella notizia per tutta l’Italia”

Focus

Fermato l’autore dell’agguato, un uomo dei Quartieri spagnoli, e anche chi lo avrebbe aiutato a fuggire

Si chiama Armando Del Re l’uomo che è stato arrestato con l’accusa di essere colui che ha sparato venerdì corso in Piazza Nazionale a Napoli ferendo gravemente la piccola Noemi, la bambina di 4 anni colpita per errore in un agguato venerdì scorso, 3 maggio, nel centro di Napoli, in piazza Nazionale. A catturarlo sono stati i Carabinieri, ma nelle ricerche e nella caccia all’uomo, coordinata dalla Procura di Napoli, sono state impegnate tutte le forze di polizia.

Scortato da carabinieri, polizia e guardia di finanza Armando Del Re è stato trasferito nel carcere di Santo Spirito di Siena a disposizione della magistratura competente, dopo essere stato per alcune ore nella caserma dell’Arma senese dopo il suo fermo. Il 28enne, secondo quanto appreso, potrebbe restare nel penitenziario di Siena solo per poche ore, per essere poi trasferito in carcere a Napoli.

Del Re è stato arrestato questa mattina in un’area di servizio della superstrada Bettolle-Siena nei pressi di Serre di Rapolano (Si) dove era arrivato a bordo della sua auto, una Fiat 500, nella quale viaggiavano anche la madre e la sorella. L’intenzione dell’uomo, e su questo sono in corso gli accertamenti, sarebbe stata quella di arrivare a San Gimignano (Si) dove nel locale carcere di massima sicurezza il padre sta scontando una condanna. Nella cittadina della Valdesa senese, Del Re avrebbe potuto avere qualche contatto per un aiuto nella sua fuga, ipotizzano gli investigatori.

Sembra una coincidenza, ma all’ospedale Santobono di Napoli la notizia dell’arresto del presunto killer che ha ferito Noemi arriva poco prima di una svolta felice nelle condizioni della piccola. Ha aperto gli occhi, respira autonomamente. L’ingresso dell’ospedale pediatrico è da una settimana meta di un pellegrinaggio continuo, tra veglie, preghiere e fiaccolate.

Arrestato anche il fratello del presunto killer, Antonio, che gli avrebbe fornito supporto logistico. Il procuratore di Napoli Giovanni Melillo ha spiegato che la sparatoria è maturata “in pieno contesto camorristico”. Fondamentali nelle indagini gli accertamenti tecno-scientifici sui filmati della videosorveglianza.

Il segretario del Pd ha commentato l’arresto sui social

 

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