Da Napoli parte l’operazione-apertura

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La prima giornata della Conferenza programmatica di Napoli

Apertura, ascolto e partecipazione“: sono queste le tre parole d’ordine che il vicesegretario Maurizio Martina ha lanciato dalla conferenza programmatica di Napoli. Un discorso quello di Martina che ha teso una mano a tutti gli esponenti del centrosinistra: “Non abbiamo nemici nel centrosinistra, siamo pronti a unire le forze per costruire un programma di coalizione, ora che legge elettorale ce lo consente”.

Tanti gli interventi dal palco di Napoli, dallo youtuber Daniele Selvitella al pediatra Paolo Siani,  dal demografo Alessandro Rosina al docente di filosofia Luciano Floridi. Contributi molto utili al Partito democratico per costruire il futuro programma di governo. Il segretario Renzi ha raggiunto Napoli in serata, dopo essere andato in Sicilia a sostenere il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari.

Confronto anche con le altre forze politiche, molto applaudito l’intervento di Benedetto Della Vedova. Così come molto apprezzato è stato l’intervento di Lorenzo Dellai.

La sala dello splendido museo ferroviario di Pietrarsa è gremita, tanti i dirigenti, presenti i ministri Finocchiaro e Poletti, presente Gianni Cuperlo. C’è stato anche il tempo per una breve contestazione isolata, sedata subito proprio da Cuperlo che si è intrattenuto per qualche minuto con il contestatore solitario.

Maurizio Martina nella relazione introduttiva ha aperto la strada a nuove idee a nuove energie, ad un partito che deve sempre più allargarsi, ma sempre tenendo conto ed essendo orgogliosi di quanto fatto in questi anni di governo.

Su questo anche il ministro Andrea Orlando concorda con Martina, il Pd deve essere orgoglioso su quanto fatto, ma allo stesso tempo chiede di avere una nuova visione sul futuro: “Abbiamo fatto molto sulla giustizia ma non basta, potremo riconquistare il nostro popolo solo con un percorso chiaro di riscatto. Possiamo assecondare la paura o sfidarla, l’Europa è il nostro destino – ha aggiunto – serve un fisco europeo, un salario di cittadinanza deve essere europeo. Il mio non è un ingenuo europeismo, spesso l’Italia ha vinto. Se vogliamo sfidare la paura dobbiamo ripetere ogni giorno che l’immigrazione non è un’emergenza ma una costante da governare”. Critico sul taglio delle tasse, secondo il ministro della Giustizia bisogna dire “a chi vogliamo tagliarle, perché altrimenti rischiamo di fare ingiustizie”. Secondo Orlando il Partito democratico in questa condizione “non è in grado di darsi un programma per governare il Paese, e il viaggio d’ascolto del segretario a mio avviso è proprio la costatazione di questo”.

La legge elettorale è un argomento trattato solo marginalmente nella prima giornata di lavori, lo ha fatto il vicesegretario che ha voluto “ringraziare i parlamentari che si sono impegnati per l’approvazione. Certo, non è la migliore legge elettorale possibile, ma è giusta, necessaria, che ci aiuta a unire il centrosinistra se lo vogliamo. Noi lo vogliamo, ma ci domandiamo anche se altri lo vogliono”.

Di legge elettorale ha parlato anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca che nel suo saluto introduttivo ha giudicato la “nuova legge elettorale, non la migliore ipotizzabile ma la migliore possibile. E vorrei – ha attaccato – che di fronte ai tanti mal di pancia che accomunano molti, perlomeno quelli che programmaticamente rifiutano di parlare con gli altri partiti avessero la decenza di tacere e quelli che negli anni passati hanno contestato una linea di riforma istituzionale sulla quale si è impegnato il Pd avessero onestà intellettuale di fare una riflessione autocritica”.

Non poteva non parlare di legge elettorale Ettore Rosato che ha voluto sottolineare come la legge che porta il suo nome è “la legge elettorale maggiormente condivisa della storia, la legge che ha ricevuto il maggior numero di voti in Parlamento, cosa che non è stata sottolineata da nessuno”.

Molti gli interventi che invitano all’unità della sinistra:Anna Ascani ha voluto ricordare che la “gara a chi è più di sinistra negli ultimi vent’anni ha fatto vincere spesso la destra”, anche Cesare Damiano ha accolto positivamente l’invito all’unità di Maurizio Martina e ha precisato: “Se per il Partito democratico è difficile vincere da solo, senza un centrosinistra unito è vero anche che è impossibile per il centrosinistra vincere senza il Pd, anche perché non esiste il centrosinistra senza il Pd”.

Sulla stessa linea d’onda Ettore Rosato che avverte: “Se la sinistra continuerà a voler dividersi un altro pezzo d’Europa sarà in mano alla destra. Il compito della politica è unire, non dividersi. Ognuno deve smussare qualche angolo se si vuole stare insieme”.

Con il ministro Claudio De Vincenti si è parlato di Sud. Secondo il ministro lo “sviluppo del Sud va accompagnato e bisogna continuare ad investire”. Il ministro ha parlato dei passi fatti dal governo che ha “puntato sulle migliori energie del Mezzogiorno, che anche grazie agli interventi attuati sta rialzando la testa”.

Al termine della prima giornata è arrivato il momento dei temi, con le nove piazze tematiche che hanno discusso, avanzato proposte, ascoltato. Un modo per costruire un programma dal basso e partecipato. E’ questo il senso della conferenza programmatica, l’inizio di un percorso che porterà il Partito democratico a produrre il suo programma di governo.

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