Nasce Democratica.com, un racconto antipopulista

Focus

Alla vigilia del grande scontro con chi disprezza gli italiani e scommette sul “tanto peggio tanto meglio”

Con la nascita di Democratica.com la comunità del Pd ha un nuovo strumento di informazione e riflessione. Un sito che eredita l’esperienza innovativa di Unita.tv e che raccoglierà intorno al quotidiano digitale Democratica le idee, le discussioni e le testimonianze che animano ogni giorno la più grande casa politica d’Italia.

Una nascita che avviene all’avvio di una stagione politica decisiva per il futuro del nostro paese. Perché, come forse avrebbe detto Mark Twain, “le notizie sulla forza inarrestabile dei populismi erano esagerate”. E mentre si avvicina la conclusione della legislatura, diventano via via più chiari i risultati delle riforme che sono state realizzate in questi anni dal Pd con la tenacia di chi non si è arreso alla narrazione di un’Italia condannata a sprofondare nelle mani dei populisti.

Nessuno dimentica le occasioni perdute per rendere le nostre istituzioni più solide e moderne. Ma, com’è noto, i fatti sono particolarmente testardi. E quei fatti ci dicono che la scommessa su più diritti e meno tasse ha pagato, rendendo l’Italia del 2017 migliore di quella che il Partito Democratico aveva ereditato dal centrodestra all’inizio di una legislatura che avrebbe potuto essere breve e priva di risultati e che invece ha prodotto più libertà, più lavoro, più crescita economica.

Molto resta da fare per sanare del tutto le ferite della crisi più grave dal secondo dopoguerra, ma questi anni ci raccontano della forza di una politica che riesce a smentire i profeti di sventura quando si concentra sulle cose da fare con pacatezza e determinazione.

Il populismo italiano, parte piccola ma combattiva di un fenomeno che intossica tutto l’Occidente, si è nutrito dei nuovi racconti della catastrofe e dei nostri tradizionali motori di sfiducia verso le istituzioni democratiche: annunciando di volta in volta l’inevitabile fallimento di riforme economiche attese da anni dal mondo del lavoro, la morte dei partiti politici e della stessa democrazia rappresentativa, l’inutilità del riconoscimento di diritti civili che nei fatti erano già riconosciuti e praticati dalla nostra società, l’incapacità degli italiani di affrontare emergenze nuove come quella migratoria, eccetera. Niente di tutto questo è accaduto, soprattutto perché il principale partito politico italiano ha scommesso con fiducia sull’Italia, rifiutato l’immobilismo e scelto la strada delle riforme.

Le riforme possibili e necessarie, quelle che passo dopo passo hanno collocato saldamente il paese sulla strada che conduce fuori dalla devastante crisi economica iniziata nel 2008. Oggi si apre una stagione politica breve ma decisiva, che si concluderà con il voto di inizio 2018. E da oggi si tratta di consolidare quanto è stato fatto in questi anni, tirando le fila di un lavoro difficile ma efficace che sta finalmente producendo risultati tangibili.

Lo si può fare con la forza dei fatti, con la serenità di chi è consapevole di aver lavorato bene e soprattutto con quella fiducia nell’Italia che il Pd di questi anni ha dimostrato di aver difeso e coltivato come un bene primario. A differenza dei populisti, che al fondo sono uniti dal disprezzo verso il popolo: quello vero, quello composto da persone in carne e ossa che ragionano con la propria testa e che sanno distinguere tra chi vuole lavorare per il bene comune e chi invece scommette sulla maledizione del “tanto peggio, tanto meglio”.

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