Nasce la difesa comune europea, la firma dopo 60 anni

Europa

“La bella addormentata si è svegliata”, ha twittato Jean Claude Juncker

E’ nata la difesa comune europea. Ventitré paesi dell’Ue hanno firmato ieri a Bruxelles l’impegno a partecipare alla Pesco, la cosiddetta ‘Cooperazione permanente per la sicurezza’ prevista dal Trattato di Lisbona, primo passo verso un sistema integrato di difesa comune. L’alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, e la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, l’hanno definita “una giornata storica” per l’Europa. Mentre il portavoce ed il capo di gabinetto di Jean Claude Juncker hanno esultato via Twitter: “La bella addormentata si è svegliata”.

È chiaro il riferimento storico al mattone della difesa comune, che “per 60 anni” (soprattutto per l’opposizione britannica, ma per decenni anche francese)  non era mai stato neppure possibile immaginare di mettere nella costruzione europea. Dopo il referendum sulla Brexit  diventato realtà in meno di un anno e mezzo.  La firma della cosiddetta “notifica congiunta”, consegnata nelle mani di Mogherini, è solo il primo passo formale per la costruzione di una difesa comune.

Il Consiglio Esteri dell’11 dicembre dovrebbe formalizzare la costituzione della Pesco, che dovrà essere approvata a maggioranza qualificata rafforzata. Solo cinque i Paesi che non hanno aderito: oltre alla Gran Bretagna in uscita (che per ha dato il via libera politico, assicurando che non si opporrà) e alla Danimarca, anche Irlanda (che probabilmente si aggiungerà nelle prossime settimane), Malta e Portogallo.

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