La guerra di Salvini contro la Francia

Focus

A Catania sono sbarcati stamattina i 932 migranti arrivati sulla nave Diciotti della Guardia costiera

Non è una vittoria di Salvini ma delle persone a bordo dell’Aquarius che “senza la risposta della Spagna starebbero ancora lì”. Questo in sostanza il messaggio che passa dalle parole del ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell, intervistato da La Stampa. Madrid preferisce mantenersi al di fuori delle tensioni tra Italia e Francia ma comunque ha ancora oggi ricordato come il suo intervento sia stato fondamentale per risolvere l’impasse creata da Salvini e che avrebbe potuto mettere a rischio centinaia di vite umane.

Salvini in Senato, l’attacco a Macron

Eppure il ministro dell’Interno annuncia che quello dell’Aquarius è solo il primo caso e che il governo continuerà a chiudere alle navi delle ong straniere che secondo Salvini “anche inconsapevolmente, agevolano il traffico di esseri umani”. E poi aggiunge: “L’Italia non sarà più meta di questi business, di questa tratta di esseri umani”.

Il vicepremier è ora in Senato per riferire sulla vicenda, nonostante il Pd attendesse l’intervento di Conte e non quello di Salvini. “Che sia lui il vero presidente del Consiglio?”, aveva commentato il capogruppo dei senatori pd Andrea Marcucci.

Durante il suo discorso a Palazzo Madama il senatore pd Davide Faraone ha esposto un cartello con la scritta “Forte con i deboli”.

https://twitter.com/davidefaraone/status/1006856595379286016

La presidente Casellati è intervenuta per interrompere la protesta: “Cartelli non se ne mettono in Aula! Butti giù il cartello, d’accordo?”. “Non mi dà fastidio Macron, figuriamoci se mi dà fastidio un cartello”, ha commentato ironicamente Salvini. Dal Senato il ministro è tornato ad attaccare la Francia e chiede a Macron “di passare dalle parole ai fatti e di accogliere i 9 mila immigrati che si erano impegnati ad accogliere per dare un segnale di generosità concreta”.

“Lei si è voluto mostrare come uomo forte ma in realtà” quella che è emersa è stata solo “una grande debolezza”, ha detto la senatrice dem ed ex ministra della Difesa Roberta Pinotti, intervenendo in aula. “I dati non sono manipolabili, con Minniti sono diminuiti i flussi, e allora perché la chiusura dei porti? Il 10 giugno, a urne aperte, non c’era alcuna emergenza sbarchi, i numeri erano assai contenuti. Il suo gesto è stato solo un gesto simbolico e propagandistico. Lasciare in mare più di 6000 persone solo per fare propaganda è inumano”, ha detto Pinotti secondo la quale le dichiarazioni e le azioni di Salvini “stanno isolando l’Italia”.

Anche Pinotti ha evidenziato l’assenza del premier in aula: “Avevamo chiesto che in Aula venisse a riferire il presidente del Consiglio a cui spetta di fare sintesi nel governo ma che finora è rimasto in un silenzio assordante. Ne dobbiamo dedurre che è il governo Salvini e non Conte che oggi guida l’Italia. E lei, Salvini, non ha esitato a prendere in ostaggio 600 persone disperate per farsi sentire al tavolo europeo”.

Le tensioni con la Francia

E da Parigi Salvini si aspetta delle scuse ufficiali: “Se i francesi chiedono scusa, non c’è problema, il caso sarebbe superato”. Dall’altro lato arriva una parziale rettifica da En Marche, ma solo sul tono usato: “Forse ho usato una parola sbagliata – ha detto Gabriel Attal, portavoce del partito di Macron, che ieri aveva giudicato “vomitevole” la linea dell’Italia in tema di migranti. “Al di là del termine usato, volevo esprimere il mio shock per una decisione che mette in gioco le vite di donne e uomini”, ha detto Attal spiegando di aver usato quel termine dopo aver sentito “che un ministro aveva gridato vittoria davanti una situazione umanitaria grave”. Quindi è chiaro che la retromarcia del portavoce di En Marche è solo sulla parola usata, ma non sul giudizio politico riguardo alla gestione della vicenda Aquarius da parte del governo italiano.

Questa mattina l’ambasciatore francese a Roma è stato convocato alla Farnesina: “il governo italiano – si legge in una nota del ministero degli Esteri – considera inaccettabili le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rese nella giornata di ieri a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius. Il Ministro Moavero ha chiarito che simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia.

E le tensioni provocano anche l’annullamento dell’incontro tra i ministri dell’Economia Giovanni Tria e Bruno Le Maire previsto per oggi. E anche la visita di Conte a Parigi è destinata a saltare.

Il nuovo asse contro i migranti

E l’Austria propone un nuovo “asse dei volenterosi” tra Italia, Austria e Germania: “Sono lieto della buona cooperazione che vogliamo costruire fra Roma, Vienna e Berlino. È ragionevole – ha detto durante una conferenza stampa con il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer – collaborare per ridurre ulteriormente l’immigrazione illegale”.

Alla Plenaria a Strasburgo il leader dell’Alde al Parlamento europeo Guy Verhofstadt ha tuonato contro i populisti: “All’interno dell’Ue abbiamo una quinta colonna, si tratta delle cheerleader di Putin, di Farage, Le Pen e Wilder che ottengono i fondi e l’intelligence del Cremlino, ed i loro amici sono seduti qui. È tempo di smettere di cooperare con Orban, Kaczynski e Salvini, che lavorano con tutti questi nazionalisti e populisti“.

Nuovi sbarchi a Catania

Nel frattempo a Catania è arrivata questa mattina la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 932 migranti salvati durante operazioni di soccorso nel Mediterraneo al largo della Libia. A bordo ci sono anche due cadaveri recuperati duranti gli interventi di salvataggio.

E nella città siciliana si è tenuto anche un sit in di persone legate ad Emergency per manifestare, dopo la vicenda Aquarius, il loro sostegno alle ong scandendo lo slogan “Rispettare il diritto del mare”. “Restiamo umani nonostante tutto – ha detto Brunilde Zisa di Emergency – e non si può tollerare che si continui a lucrare, non soltanto economicamente, ma anche politicamente, sulla pelle della povera gente. Non si possono adoperare certi toni, certe parole e non si possono fare alcune cose. L’arena politica e’ altro, ma il braccio di ferro non si fa sulla povera gente abbandonata in mezzo al mare ai quali viene negato l’attracco come fossero cani rognosi. Noi siamo l’Italia, siamo altro”.

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