Naziskin, la destra non condanna. Anzi

Focus

Il Pd lancia la proposta di una grande mobilitazione antifascista

A 24 ore dal raid dei naziskin a Como la destra italiana colleziona una serie di dichiarazioni imbarazzant, anzi gravi.  Brilla Matteo Salvini per un dichiarazione davvero assurda: “Il problema dell’Italia non è il fascismo. è Renzi”. Una frase da bar.

Giorgia Meloni pasticcia: prima un no comment, poi il consueto spostare il tiro sui Centro sociali (ma che c’entra?).

E dove sono i vari Gasparri, Santanché, e anche un liberal come Brunetta? Niente. No comment. Al massimo, qualche farfugliamento imbarazzato (Paolo Romani), se non addirittura qualche commento giustificazionista e solidale come quello di Alessandra Mussolini.

Ne emerge un quadro preoccupante. A caccia di voti, la destra italiana sembra dimenticarsi di un problema serio come la recrudescenza di stili, parole d’ordine, iniziative di stampo fascista. È la riprova di una ulteriore involuzione di uno schieramento che si candida a governare il Paese.

Forse proprio per questo oggi Matteo Renzi, in Piemonte dove è giunto il treno del Pd, era stato lesto nel dichiarare “Il Pd è in prima fila a dire che è uno scandalo e una vergogna, ma mi piacerebbe che lo fossero tutte le forze politiche”.

E ha rivolto un appello unitario: “Rivolgo un appello perché su questi temi non ci siano divisioni. Il Pd è molto preoccupato, anche per alcune considerazioni che sono state fatte in queste ore. C’è un atteggiamento quasi timido nel condannare gesti che sono di violenza e che vanno totalmente condannati da tutte le parti politiche”. E ha aggiunto: “Vedo stamattina dichiarazioni stravaganti, anche in trasmissioni televisive. Su questi temi il Pd non solo condanna con fermezza ma chiede a tutte le forze politiche di essere unanimi nel condannare ogni tipo violenza di impianto fascistoide”.

La richiesta di Renzi al momento rimane inascoltata – anzi, contraddetta dai capi della destra – ma dal Pd arriva unanime la risposta: mobilitazione.

La propone il vicesegretario Maurizio Martina che lancia la proposta di una manifestazione il 9 dicembre a Como “contro ogni intolleranza”. “Nessuno può banalizzare e minimizzare i tanti episodi di intolleranza e razzismo che stanno emergendo da più parti nel paese – ha dichiarato Martina – Occorre ora una reazione popolare, partecipata e aperta capace di coinvolgere tutte le persone che non vogliono accettare questa deriva pericolosa. Per questo proponiamo per sabato 9 dicembre a Como una grande manifestazione contro ogni intolleranza. Il Pd c’è. Non giriamoci dall’altra parte”.

E la propone anche Gianni Cuperlo dal blog di Huffingtonpost. Una grande mobilitazione antifascista, “una piazza o cento piazze”, non importa quante. L’importante è che vengano convocate con quello spirito: “O potrebbe essere – prosegue – una domenica mattina dove in centinaia di luoghi, teatri, cinema, scuole, aule universitarie, circoli culturali, sale parrocchiali e case del popolo si scegliesse di raccontare con parole musiche immagini cosa vuol dire difendere una storia e non fingere che i fantasmi non possano tornare”.

Insomma, “un grande, grandissimo, appuntamento dove tornare a raccontare le ragioni profonde di quell’antifascismo – spiega ancora Cuperlo – collocandole nella storia di oggi e nel tempo che attende chi è nato quasi un secolo dopo la comparsa in Italia di quel regime”.

E da lui la dura condanna alla reazione “come definirla? Timida? Imbarazzata?” della destra che “descrive la fragilità degli ancoraggi storici e culturali di quella parte. Ma il punto forse non è in questo. O prevalentemente in questo. Forse sta nel pericolo di giudicare banali o senza ricadute episodi che invece dovrebbero acuire il timore per il male che è stato e che potrebbe riproporsi in altre forme. Da qui l’appello a una grande mobilitazione che veda protagonisti il mondo della cultura e della società civile e che sia in grado di coinvolgere migliaia di persone in tutto il Paese”.

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