Nella manovra solo misure estemporanee. E il Sud è dimenticato

Focus

La maggioranza ha dato il peggio di sé, emerge una grande sensazione di vuoto

La legge di bilancio sarà un danno per il Paese. Il testo è approdato in Aula, dove sarà posta la questione di fiducia, senza nemmeno un minimo di confronto. Le nostre proposte di miglioramento sono state ignorate. Misure dannose, per il Mezzogiorno è notte fonda e per il settore agricolo solo promesse non mantenute.

La maggioranza ha dato il peggio di sé, in un clima veramente surreale: per più di 10 giorni a nessuno era dato sapere di quale manovra si stava discutendo; il testo “ civetta” presentato era, sul versante europeo, sub iudice ed oggetto di trattativa. Siamo al paradosso che anche le modifiche inserite dalla Commissione Bilancio potrebbero non essere definitive qualora dovesse emergere un accordo che non permetta di includerle.

Dalla manovra emerge una sensazione di vuoto.

La misura simbolo, ahinoi, confermata nel corso dell’esame, è l’assegnazione dei terreni ai nuclei familiari che avranno un terzo figlio nel triennio 2019-2020; misura, non solo antiquata e profondamente sbagliata per un’agricoltura che voglia guardare al futuro, ma di per sé inconsistente, se solo si pensa che la produttività di un terreno è legata più alla necessità di investimenti e alla realizzazione di un serio piano aziendale che alla nascita, seppur sempre gradita, di un terzo figlio.
Per il resto, ci sono solo misure di secondaria importanza, se si esclude Ilaria rifinanziamento delle indennità a favore dei lavoratori della pesca per il fermo biologico e l’interruzione non obbligatoria dell’attività, misure, peraltro, inserite ogni anno in manovra.

Si finanzia un Fondo per la manutenzione delle foreste italiane, con una dotazione di appena 2 milioni di euro per il 2019, mentre ai possessori dei fondi colpiti dagli eventi atmosferici di ottobre e novembre 2018 si dà un contributo per la rimozione ed il recupero di alberi o di tronchi caduti, quasi dimenticando che tali eventi non hanno interessato solo le zone alpine del Nord d’Italia, ma anche i territori del Sud, colpiti da fenomeni alluvionali e di smottamento dei terreni. Viene, poi, prevista una riduzione minima da 3 e 2,99 euro per ettolitro relativamente all’accisa sulla birra, mentre l’operatività delle misure a favore dei birrifici artigianali viene rinviata all’emanazione dei decreti attuativi. Tutta la politica agricola del Paese si sostanzia nell’istituzione del Catasto frutticolo nazionale, nell’aumento dell’organico dell’Ispettorato centrale per la repressione delle frodi e nel fornire 1 milione di euro per sostenere la produzione apistica.

Mi domando cosa dirà l’Italia quando a breve sarà chiamata a decidere la nuova programmazione della PAC; con quali risorse farà fronte agli interventi di ristrutturazione di cui il settore ha bisogno.

Si poteva, solo per fare un esempio, approvare una misura che consentisse finalmente alle imprese agricole di accedere ai Fondi di Industria 4.0 per modernizzare le strutture produttive e ottimizzare le risorse a disposizione; si potevano predisporre finanziamenti specifici per le filiere in crisi e per quelle che necessitano di ristrutturazione; si poteva configurare o attuare strumenti già previsti per facilitare l’ingresso dei giovani nelle aziende agricole.

Niente di tutto questo è possibile scorgere nella manovra voluta dal Governo giallo verde.

Solo misure estemporanee, di carattere settoriale, incapaci di intercettare il mondo produttivo nel suo insieme, di dare loro un messaggio sul cammino che si vuole intraprendere e sui risultati che, come sistema Paese, si vuole conseguire.

Non ci si meravigli, quindi, che l’Italia ha spento anche quel flebile lumicino che illuminava la ripresa economica. Nelle fabbriche si sa che i motori non vanno mai spenti; bisogna procedere, anche a scarto ridotto, ma mai fermarsi. Il Paese, purtroppo, sembra entrato in recessione. I motori si sono spenti, anche quelli che avevano da poco iniziato a ripartire.
Pesa su tutto la grande incertezza sulle politiche che il Governo intende attuare; i partiti della maggioranza sono espressioni di visuali diverse e contrapposte e sono, pertanto, incapaci di trovare una sintesi. Le due visuali trovano ospitalità, pro parte, nella manovra ma si elidono a vicenda, portando come unico risultato un’incertezza assoluta sulla direzione di marcia da intraprendere.

In tutto questo il Meridione è completamente dimenticato.

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