No alla Net Neutrality, Trump contro la Rete aperta

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La Federal Communication Commission cancella la legge sulla Rete aperta voluta da Obama

Per chi non l’avesse ancora capito, con Donald Trump ogni giorno porta la sua pena. E così, dopo il no all’accordo sul clima, la stretta sull’immigrazione, le provocazioni in campo internazionale e via aggiungendo, ieri a cadere sotto la scure del tycoon è stata la Net Neutrality, il principio secondo il quale, sulla Rete, tutti i contenuti sono trattati, e dunque veicolati, allo stesso modo e con la stessa priorità. Un’idea che, nella pratica, ha impedito agli Internet Provider (gli ISP, per capirci i fornitori delle ‘autostrade’ digitali) di favorire un contenuto rispetto ad un altro, consentendo dunque a tutti noi di avere accesso in maniera identica, ad esempio, ai contenuti veicolati da Netflix piuttosto che ai video delle nostre vacanze.

L’atto formale si è consumato nella Federal Communication Commission, dove con tre voti a due i commissari repubblicani (i due democratici hanno votato contro) hanno deciso di revocare la legge voluta dall’amministrazione Obama nel 2015, che stabiliva l’introduzione del principio della rete neutrale nell’ordinamento statunitense.

Il presidente della Fcc, Ajit Pai, ha motivato la scelta con la necessità di più trasparenza e concorrenza, ma di fatto la decisione di ieri schiera senza se e senza ma gli Stati Uniti dalla parte dei fornitori di banda come Comcast e Verizon, secondo i quali le regole imposte alla Rete avrebbero impedito investimenti e innovazione. Nella realtà, se la decisione assunta ieri dovesse attraversare indenne i ricorsi legali già annunciati da varie associazioni, quello che accadrà è che gli Internet provider potranno fornire a pagamento, a un produttore di contenuto piuttosto che a un altro, linee di accesso più veloci e di maggiore qualità, privilegiando di fatto un contenuto rispetto a un altro.

In pratica l’opposto dell’impostazione voluta da Obama, secondo la quale nelle nostre società, dove Internet è diventato parte integrante delle nostre vite, l’accesso aperto alla Rete deve essere considerato alla stregua di un diritto.

Contro la decisione della Fcc si sono schierate non solo tutte le principali associazioni di consumatori, ma anche i consorzi delle grandi aziende del Web, tra cui la Internet Association che include Google e Facebook. E lo scorso 27 novembre, in occasione del Cyber Monday, 200 azienda tra cui Twitter, Pinterest, Reddit e Airbnb avevano scritto ad Ajit Pai chiedendogli di fermare la decisione di revocare le regole sulla neutralità della rete.

In Europa la Net Neutrality, per ora, resta sancita dall’atto del Body of European Regulators for Electronic Communications (Berec), che l’anno scorso, dopo tre anni di battaglie e la mobilitazione di mezzo milione di cittadini, ha pubblicato le linee guida per le autorità nazionali. E staremo a vedere se la decisione dell’amministrazione Trump resisterà ai colpi dei ricorsi. Ma certo una scelta definitiva degli USA in tal senso non potrà non avere ripercussioni anche nel Vecchio Continente, anche quando, come in questo caso, si pone con tutta evidenza contro la storia.

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