No del Parlamento a Foa

Focus

la commissione di Vigilanza sulla Rai ha bocciato la nomina di Marcello Foa a presidente della Rai

Il Parlamento ha detto no a Foa. Dopo il via libera del Cda Rai ieri (con cinque voti favorevoli, uno contrario – quello di Rita Borioni del Pd – e l’astensione di Riccardo Laganà, consigliere eletto dai dipendenti della tv pubblica), oggi la commissione di Vigilanza sulla Rai ha bocciato la nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. A San Macuto hanno votato 23 componenti della commissione: i voti favorevoli sono stati 22.

Per il via libera serviva una maggioranza dei due terzi, cioè 27 voti su 40 componenti della commissione. I parlamentari di Pd, Leu e Fi, nonostante fossero presenti, non hanno partecipato al voto. Unica eccezione il forzista Alberto Barachini che è presidente della commissione e ha votato, presumibilmente scheda bianca.

“Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai – ha dichiarato Foa – Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall’Azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai”.

“Il colpo di mano di Di Maio e Salvini non passa – ha commentato il capogruppo del Pd in Senato Andrea Marcucci – Un governo di sbruffoni voleva imporre un amico di Putin alla guida della Rai ma la Vigilanza ha detto no a Marcello Foa. Ora serve un presidente di garanzia”.

M5S e Lega, di fronte all’impasse dato che anche l’altro nome proposto (quello di Giampaolo Rossi) verrebbe bocciato dalla commissione di Vigilanza, chiedono a Foa di non dimettersi e di rimanere nel Cda come “consigliere anziano”, esercitando comunque le funzioni di presidente Rai, secondo l’ipotesi del Carroccio.

Invece, secondo il senatore del Pd Francesco Verducci, della Commissione di Vigilanza Rai, parlando ai microfoni di Sky Tg24, “non esiste in alcun modo che, dopo la bocciatura della Vigilanza, Foa rimanga surrettiziamente a presiedere il CdA. Su questo continueremo la nostra battaglia”. Così “La Rai – aggiunge – ha bisogno di un presidente di garanzia, come previsto dalla Legge. Faccio una proposta: nel CdA è presente un rappresentante eletto dai lavoratori (innovazione che il Pd ha voluto fortemente nella scorsa legislatura), penso sarebbe un ottimo presidente di garanzia. Il consigliere Laganà, espresso dai lavoratori, presidente della Rai sarebbe un atto importante”.

Di certo, “la riproposizione in commissione di Vigilanza del nome di Foa è irricevibile, contraria alle norme parlamentari e in evidente conflitto con il voto già espresso” ha commentato su Facebook il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

 

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