Noemi respira, e con lei Napoli

Focus

Grande prova dei Carabinieri che acciuffano il sicario. Forse è un’occasione di riscatto per la città

Respira, Noemi, respira. La prognosi ovviamente resta riservata ma all’ospedale Santobono di Napoli si spera nel miracolo. L’applauso che è risuonato alla notizia del “risveglio” della piccola è stato virtualmente di tutto il Paese. Bravissimi i medici, non si dirà mai abbastanza. La tanto disastrata sanità, specie nel Mezzogiorno, ha dato una lezione a tutti. Giustamente la manager dell’ospedale, Anna Maria Minicucci, ha parlato di “bella pagina per la sanità campana”. Per combinazione più o meno nelle stesse ore l’altra bella prova l’hanno data i Carabinieri che hanno acciuffato il sicario che sette giorni nella centralissima piazza Nazionale di Napoli aveva sparato contro Salvatore Nurcaro, solo ferito, e colpito per errore la piccola Noemi, sul cui corpo era poi ripassato due volte. Si chiama Armando Del Re, era fuggito a Siena. Arrestato anche il fratello, Antonio, che lo avrebbe aiutato.

Nello sconcerto per l’ennesimo gravissimo episodio di camorra emerge dunque l’abilità delle forze dell’ordine. Tanto più da elogiare in quanto, come tutti sanno (a partire dal ministro dell’Interno, che fa solo propaganda), le risorse sono totalmente al di sotto del necessario per sconfiggere l’esercito della criminalità organizzata. Un esercito – come ha detto ieri Raffaele Cantone a Piazzapulita – che viene regolarmente attaccato (i colpevoli degli atti criminali vengono praticamente sempre acciuffati) ma che si rimpolpa con sistematicità reclutando senza sosta soprattutto giovani e giovanissimi, a Napoli e specie in provincia.

Ne vediamo le modalità nelle varie serie di Gomorra, per chi scrive capolavoro assoluto della fiction televisiva. Pur comprendendo le perplessità di chi accusa Gomorra di costituire un modello positivo (da ultimo, Ferruccio de Bortoli), va semmai elogiato un prodotto artistico che mette a nudo le fragilità e le tragedia di un popolo, squadernando una realtà dinanzi alla quale sarebbe folle girare la testa dall’altra parte pensando caso mai che si tratta di un problema di Napoli e stop.

Vogliamo dire cioè che la vicenda realissima di Noemi, nella sua immensa gravità, può essere l’occasione per una mobilitazione delle coscienze (e l’abbiamo visto l’altro giorno con “l’altra Napoli” in piazza e soprattutto con quel giovane figlio di camorrista che ha detto di “non stimare” la sua famiglia) nonché l’episodio in grado di rinsaldare la fiducia della popolazione nelle forze dell’ordine, che, ancora una volta, hanno fatto scattare le manette al sicario della camorra. Noemi respira, dunque, e con lei Napoli.

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