Conte sul divano con la May, mentre gli altri decidono

Focus

Ancora nessuna intesa, ma sarà l’asse franco-tedesco che deciderà le caselle europee. Macron sembra puntare alla presidenza Bce

Nulla di fatto. Ore di vertici, bilaterali e incontri notturni non sono serviti a trovare una quadra per le nomine europee. In questo clima d’incertezza c’è un’unica costante: l’Italia è fuori dai giochi. La partita si sta giocando tra Francia e Germania, ma allo stesso tempo tra le tre grandi famiglie politiche: popolari, socialisti e liberali. Nonostante qualche vertice notturno, le birre consumate tra Conte, Merkel, Macron e Bettel il premier italiano è fuori dai giochi. I due partiti di maggioranza sono usciti (a livello europeo) sconfitti e quindi poco hanno da dire sulle nomine. Tutto è rimandato al vertice speciale del 30 giugno.

I nomi più gettonati

In campo per la presidenza ci sono vari nomi, uno però sembra escluso: Manfred Weber, candidato dei popolari che non piace a socialisti e liberali, in primis Macron. E’ la stessa Angela Merkel a confermarlo in conferenza stampa. La Cancelliera ha ammesso che non c’è una maggioranza e di conseguenza ha annunciato che parlerà con Weber e con il Ppe di un eventuale passo indietro dello Spiztenkandidat del Ppe. In questo momento è Macron a guidare le danze. Ha intensificato i contatti con i premier socialisti Sanchez e Costa e con i delegati dei Verdi. E’ chiaro che un asse tra socialisti, liberali e verdi può mettere in campo un numero di europarlamentari importanti (vicini alla maggioranza assoluta). Ma Macron sta giocando su più tavoli, non si tratta solo della guida della Commissione. In ballo c’è anche la presidenza della Bce, il presidente dell’Europarlamento e le principali caselle per i commissari. Per la guida della Commissione i partiti europei al momento non sembrano cedere, Ppe a parte. Ancora in ballo il socialista Timmermars, mentre i popolari sembra vogliano giocare la carta Barnier, francese gradito a Macron e che potrebbe non dispiacere ai socialisti. Questo però allontanerebbe Christine Lagarde dalla presidenza Bce, e sembra che il presidente francese preferisca un connazionale alla guida dell’istituzione con sede a Francoforte. Tra i papali c’è anche la ministra della difesa tedesca Ursula Von der Leyen, accompagnata dal premier belga e liberale Charles Michel alla guida del Consiglio europeo.  Mossa che porterebbe la Lagarde alla presidenza della Bce. Ma c’è anche l’ipotesi outsider, circolano i nomi del premier croato il popolare Andrej Plankovic, e della presidente croata quella Kolinda Grabar che ha mostrato un gran feeling con Macron durante la finale dei Mondiali russi lo scorso anno. Capire chi la spunterà è difficile, ma sarà l’asse franco-tedesco insieme ai premier socialisti di Spagna e Portogallo a decidere le caselle.  E mentre per la presidenza della Commissione circolano molti nomi, ancora non ci sono ipotesi sul futuro presidente dell’Europarlamento. In quel caso servirà un accordo tra partiti e sarà decisiva la famiglia di appartenenza politica della guida della Commissione. Ma anche per la presidenza in questa legislatura la situazione è complicata. Nella passata le decisioni erano prese principalmente da Ppe e S&D, ma i risultati delle Europee del 26 maggio hanno detto che per avere una maggioranza ci sarà bisogno almeno di un altro gruppo, forse due Liberali e Verdi. Fare ipotesi oggi è impossibile, ma non è detto che i posti di presidenti (Commissione e Europarlamento) saranno divisi tra Ppe e S&D.

Sarà l’asse franco-tedesco a decidere

Emmanuel Macron e Angela Merkel oggi sono distanti, nonostante questo la Cancelliera ribadisce qual è l’asse decisionale europeo oggi: “Non prenderò una decisione contro la Francia. E non credo che la Francia prenderà una decisione contro la Germania. Dunque ora ci metteremo d’accordo. E’ quello che caratterizza le relazioni franco-tedesca”. Alla fine una soluzione sarà trovata, ma questo stallo ha divertito il presidente uscente Jean Claude Juncker che ironicamente ha commentato: “Ho notato con molto divertimento e anche con un certo piacere che non è per niente facile trovarmi un sostituto”.

L’Italia isolata e ai margini

Le caselle da decidere sono tante, ma l’Italia sembra destinata ad accontentarsi del ruolo che altri sceglieranno per lei. Il premier Conte in conferenza stampa si è limitato a dire: “Non partecipo a totonomi”, della serie non è una cosa che mi compete. L’isolamento italiano è palese.  L’immagine del premier Conte sul divano con Theresa May mentre attorno i leader degli altri paesi discutevano sulle cariche è emblematico. E’ normale che l’ex premier britannica sia stata isolata. Presto sarà sostituita e la Gran Bretagna tra pochi mesi non sarà più in Europa. Non è normale che il premier della terza economia del Continente sia insieme a lei. Il panorama era diverso cinque anni fa, quando il governo italiano a guida Matteo Renzi fu centrale nelle scelte dei commissari, ma era un altro periodo e l’Italia godeva di una considerazione diversa.

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