“Non c’è più tempo, così il governo ferma la crescita”. Parla Chiamparino

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Il presidente della Regione Piemonte è netto: “Allungare il brodo, magari per scavallare le elezioni europee, rischia di far saltare anche i fondi Ue destinati all’opera”

Presidente Chiamparino, cosa si aspetta dalla manifestazione No Tav prevista per sabato prossimo?

“Mi aspetto una manifestazione sicuramente molto partecipata, non credo che le frange estremiste, che pure ci sono, avranno grande spazio. Ci sarà una partecipazione significativa anche da fuori Piemonte dei movimenti no tutto. Insomma, una manifestazione organizzata come ne abbiamo già viste tante nel corso degli ultimi decenni. Sarà una manifestazione scontata, se posso usare questo termine, tra l’altro anche con la partecipazione del vicesindaco della città di Torino, con tanto di fascia tricolore, a rappresentare una città che il 10 novembre ha detto chiaramente che non vuole essere No Tav”.

Ci sarà una guerra di cifre nel confronto con la manifestazione Sì Tav.

“E sarebbe sbagliato perché non coglierebbe l’enorme differenza che c’è tra le due manifestazioni. Quella del prossimo sabato sarà scontata anche nei messaggi che lancia. Quella Sì Tav del 10 novembre è giunta inaspettata per le modalità organizzative – poco più di una manifestazione spontanea – le dimensioni e il messaggio. Quel sabato si è dato voce a un sì per la Tav che era anche un sì a fare le cose che servono per far crescere il lavoro e l’occupazione. Un messaggio che c’è sempre stato in città e nel Piemonte, ma che non era mai emerso in questo modo, segnando un dato di novità anche dal punto di vista dei comportamenti politici. Il Tav, per chi si oppone e lo chiama al maschile, è solo un inutile treno e insieme un mostro che spalanca le fauci e divora la Val Susa. La Tav, come la chiamiamo noi che siamo favorevoli, è invece una linea ferroviaria su cui possono correre treni che portano persone e merci, ed è vitale per lo scambio e lo sviluppo su tutto l’asse mediterraneo tra l’est e l’ovest dell’Europa”.

La manifestazione No Tav inciderà sul futuro dell’opera?

“Non sono i bracci di ferro tra le piazze a decidere su questioni di tale importanza. In gioco, ripeto, non c’è solo un collegamento veloce, ma una scelta strategica che sappia disegnare convenienze degli operatori, attrarre investimenti, spostare interesse verso mezzi e sistemi logistici che, oltre a essere più efficienti, migliorino anche la sicurezza e l’ambiente. Perchè in gioco c’è anche la sicurezza, visto che l’attuale tunnel del Frejus in cui passano i treni verso la Francia è un traforo ottocentesco, con insuperabili problemi strutturali. Ed è evidente, anche se non molto considerato, l’interesse per l’ambiente a spostare le merci dal traffico su gomma – e sull’autostrada del Frejus il traffico merci su Tir è in costante aumento –  al traffico su rotaia, una tecnologia molto più pulita di quella dei motori a carburante fossile”.

Eppure il governo non sembra dare questa importanza alla Tav.

“Io credo che su questo tema il tempo sia ormai scaduto: il governo dovrebbe dare risposte, mentre è invece impegnato ad allungare il brodo, come dimostra anche l’esito dell’incontro di oggi con le 13 associazioni economiche. Se lasciamo passare il tempo per scavallare le europee, come sta facendo il governo, rischiamo sul serio di perdere i fondi UE, perché non credo che i nuovi commissari che subentreranno possano tollerare una situazione che continua a trascinarsi da oltre un anno senza fare passi avanti. E poi il tempo che passa non è una variabile indipendente: già la realizzazione dell’opera richiede molti anni, se poi aspettiamo ancora anche i più fiduciosi rischiano di perdere la fede. Mentre noi stiamo fermi, altri territori europei si muovono. Non c’è un attimo da perdere, se non vogliamo che il treno della crescita e dello sviluppo del nordovest resti su un binario morto. Per altro il governo è davvero contraddittorio: sostiene di voler recuperare sul rapporto debito/pil attraverso la crescita, e tanto per cominciare ferma gli investimenti in essere, che non solo preparano la crescita futura, ma la attuano già, perché realizzare la Tav serve anche all’occupazione”.

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