Notre-Dame, è il momento della solidarietà

Focus

Dopo la grande paura per l’incendio che ha devastato la cattedrale parigina è il momento della solidarietà per ricostruire

Le immagini provenienti da l’Île de la Cité, l’isola al centro di Parigi su cui sorge la cattedrale di Notre-Dame hanno sconvolto il mondo. Vedere bruciare uno dei simboli di Francia e d’Europa è stato un colpo al cuore per tutti. Sono state ore di preoccupazione per il destino del gioiello del gotico francese.

Preoccupazione che si è trasformata in speranza quando si è capito che la struttura era salva. Il messaggio del presidente francese Emmanuel Macron è stato chiaro: “Ricostruiremo”. Da quel momento è partita la gara di solidarietà per far si che Notre-Dame ritorni a splendere, che quella ferita nel cuore di Parigi non rimanga così a lungo.

L’Europa, tutto l’Occidente in genere si è stretto intorno al popolo francese. Ognuno ha offerto il proprio aiuto, economico e di risorse per ricostruire. E’ questa l’Europa, un continente nazione che nel momento del bisogno si rimbocca le maniche e offre il proprio aiuto a chi è in difficoltà.

Ci saranno le indagini a stabilire come e perché sia andato in fumo il meraviglioso tetto e la guglia che sovrastava la cattedrale. L’ipotesi è che il primo focolaio sia stato causato da lavori di saldatura sul telaio di legno, ma è ancora presto per avere risposte.

Per il momento la risposta più bella sono le iniziative messe in campo per ricostruire Notre-Dame. In poche dai grandi gruppi industriali francesi – la famiglia Arnault, la famiglia Pinault, la Total, Bettencourt e l’Oréal – hanno già annunciato donazioni per 600 milioni di euro complessivi. Da ogni parte del mondo sono partite sottoscrizioni online.

L’Europa è in prima linea per la ricostruzione, e le parole che il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk ha rivolto ai 28 paesi dell’Unione sono parole che tutti gli europei sentono: “Anche voi ricostruirete la vostra cattedrale”. Anche Papa Francesco ha messo a disposizione il suo “know-how per il restauro”. Rivolgendo un appello alla “mobilitazione di tutti per ripristinare il gioiello architettonico di una memoria collettiva”.

Se oggi si può parlare di ricostruzione il merito va ai vigili del fuoco francesi. Con la loro professionalità e il loro coraggio sono riusciti a salvare la struttura di Notre-Dame, oltre ai molti capolavori e reliquie custodite all’interno. Sono loro gli eroi della giornata di ieri, loro che il mondo intero ringrazia.

La ricostruzione sarà lunga e difficile, l’isola che rende ancora più affascinante Notre-Dame non renderà semplice i lavori. Lo spazio angusto e la difficoltà negli spostamenti allungheranno i tempi. Ma una cosa è certa: ci vorranno anni, ma la ferita nel cuore di Parigi sarà rimarginata e la capitale francese tornerà ad avere la sua cattedrale, che anche se non sarà quello di prima, risplenderà nuovamente al centro di Parigi.

Leggi anche: Lo skyline di Parigi è mutilato. La parola d’ordine è ricostruire

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