L’Europa boccia la manovra, scatta la procedura d’infrazione

Focus

Oggi la Commissione europea ha pubblicato le opinioni sui documenti programmatici di bilancio degli Stati dell’Eurozona, incluso quello rivisto dell’Italia

E’ arrivato un no. Un no atteso, che il governo gialloverde ha consapevolmente scelto di farsi dire. Nonostante gli avvertimenti. La Commissione europea ha definitivamente rigettato il documento programmatico di bilancio del governo italiano per il 2019. Lo si apprende al termine della riunione del collegio dei commissari. L’esecutivo comunitario ha anche adottato il rapporto sul debito, aprendo così la strada a una procedura per deficit eccessivo nelle prossime settimane.

L’Italia aveva dovuto già presentare una seconda versione del Dpb, che non aveva modificato il cuore del bilancio 2019, cioè un deficit al 2,4% e una previsione del Pil all’1,5%, considerata troppo ottimistica. Una bocciatura scontata quindi anche per questa versione che non riporta i cambiamenti “sostanziali” che erano stati chiesti a Roma.

Ma il governo si trincera sulle proprie posizioni. “Un presidente del Consiglio che non si preoccupa dello spread sarebbe irresponsabile, ma la risposta è continuare a lavorare alle riforme che fanno bene all’Italia e all’Europa. Confido di poter convincere tutti sulla validità di queste riforme” ha commentato il premier Giuseppe Conte.

La giornata di oggi risulterà particolarmente impegnativa per l’Italia non soltanto sul fronte manovra. Le pronunce della Commissione si inseriranno in un contesto più vario: anche i dati sul Pil 2019-2020 del centro studi Confindustria e le nuove pagelle Ocse finiranno per attirare l’attenzione del mercato e, in particolar modo, quella dello spread Btp-Bund che ieri ha viaggiato oltre i 330 punti base. La crisi potrebbe partire dalle banche appesantite dallo spread.

In ogni caso la procedura d’infrazione entrerebbe ufficialmente in vigore soltanto nel 2019. Sempre che lo spread non raggiunga livelli tali da rendere inevitabile un cambio di passo immediato. Per il momento lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga a 320 punti base rispetto all’apertura a quota 313.

Vedi anche

Altri articoli