La pax olimpica, le due Coree sfileranno insieme a Pyeongchang

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Dopo mesi di tensione le due Coree hanno deciso di sfilare insieme alle Olimpiadi invernali che si svolgeranno a Pyeongchang, in Corea del Sud

Sin dai tempi dell’antica Grecia le Olimpiadi erano un evento in cui si mettevano da parte le dispute. Le città stato sospendevano le ostilità per consentire il regolare e pacifico delle manifestazioni sportive, non solo le Olimpiadi.

Le Olimpiadi moderne

Nella modernità le cose sono andate diversamente, infatti sono stati i Giochi ad essere sospesi per via delle guerre e non viceversa. Ben tre edizioni dei Giochi estivi e due di quelle invernali sono state cancellate per via delle guerre mondiali. Non solo le Olimpiadi sono state usate per alimentare divisioni, come successe a Mosca 1980 quando gli Stati Uniti e altri 64 paesi boicottarono l’edizione a causa dell’invasione sovietica dell’Afghanistan. Così come successe pure a Los Angeles 1984 dove i paesi del blocco sovietico – ad eccezione della Romania – non parteciparono ai Giochi: una ritorsione per quanto accaduto quattro anni prima.

Pyeongchang 2018

La recente escalation di tensioni tra la Corea del Nord e Paesi occidentali (Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone su tutti) aveva messo seriamente a rischio l’edizione numero XXIII dei Giochi invernali. E invece agli inizi dell’anno c’è stata la buona notizia: le due Coree si sono ravvicinate e hanno avviato le trattative.

Oggi arriva un’ulteriore ottima notizia, la Corea del Nord parteciperà ai giochi sudcoreani e le due Coree sfileranno insieme alla cerimonia d’apertura. Non solo perché la squadra di hockey femminile sarà composta da giocatrici di entrambe le nazioni, cosa che ha fatto infuriare l’allenatrice sudcoreana. Quindi il 9 febbraio sarà una data storica, che magari non porterà dei progressi verso la pace, ma che comunque è un buon segno.

La delegazione nordcoreana

La delegazione nordcoreana sarà composta da 550 membri, tra cui 230 cheerleader, 30 atleti di taekwondo (un team dimostrativo, visto che la disciplina non è contemplata nelle Olimpiadi invernali) e 150 atleti paralimpici. Lunedì era stato trovato l’accordo sull’invio di un’orchestra composta da 140 musicisti che si esibirà a Seul e in un’altra località interessata dalle gare, Gangneung, a 240 chilometri dalla capitale.La squadra nordcoreana entrerà nei territori di Seul via terra, passando dall’area industriale di Kaesong, chiusa dal febbraio 2016.

La parola al Cio

Adesso si attende il via libero del Comitato olimpico internazionale. L’incontro tra l’organizzazione dei Giochi e una delegazione delle due Coree è previsto per sabato prossimo, 20 gennaio, a Losanna. La riunione sarà presieduta dal presidente del Cio, Thomas Bach.

In quell’occasione si decideranno le modalità di partecipazione alle Olimpiadi invernali degli atleti e dei funzionari nordcoreani, dal momento che i termini per l’iscrizione sono già scaduti. Saranno quindi affrontate le questioni legate al protocollo relative a inno, bandiera, cerimoniale e divise.

Le reazioni internazionali

L’accordo configura una grande svolta nei rapporti bilaterali e naturalmente ha suscitato i commenti positivi del mondo. I ministri degli Esteri di 20 Paesi, Usa in testa, impegnati nel vertice di Vancouver hanno espresso supporto al dialogo intercoreano insieme all’auspicio che possa portare all’allentamento delle tensioni sulla penisola e avvicinare il negoziato per l’abbandono delle ambizioni nucleari del Nord. Se da un lato le parti hanno rimarcato l’importanza degli sforzi per la soluzione diplomatica, dall’altro hanno concordato di mantenere ferme le dure sanzioni varate contro Pyongyang dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu insieme alla raccomandazione a tutte le nazioni per rafforzare la loro reale efficacia.

 

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