Solo un processo mediatico. Indagine chiusa, per Oliverio nessun procedimento

Focus

Per tre mesi la Calabria è rimasta priva di una guida per un provvedimento definito dalla Cassazione “abnorme e privo di ogni fondamento giuridico”

Un processo mediatico. Quello a Mario Oliverio sembra essere stato solo un grande abbaiare alla luna con cui riempire qualche palinsesto giornalistico per qualche giorno. Così un’indagine per abuso d’ufficio a carico del presidente della Regione Calabria, aperta dalla Procura di Catanzaro, con annesso –ed inspiegabile, anche per la Cassazione- obbligo di dimora, diventa una spietata sentenza mediatica, con tanto di immaginari arresti domiciliari ed aggravata, addirittura, da un altrettanto immaginario metodo mafioso, da dare in pasto ai populismi ed ai soliti luoghi comuni sulla politica sporca e sui calabresi disonesti.

Niente più e niente meno che una fake news, se non fosse che la Calabria, nel frattempo, è rimasta tre mesi senza l’azione diretta del suo presidente, democraticamente eletto dai cittadini, in uno dei momenti storicamente più difficili dal punto di vista economico e sociale per l’intero Paese, con una enorme mole di lavoro da mandare avanti, ma soprattutto da supervisionare, per un provvedimento che il Procuratore generale della Cassazione definisce “abnorme e privo di ogni fondamento giuridico” e su cui prevede l’annullamento nella totalità dei suoi contenuti e non solo nella parte cautelare.

Una fake news che è deflagrata riempiendo le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali e le aperture dei tg di ogni rete televisiva, segnando ogni volta un punto di disfatta per la politica nella sua accezione più alta ed una ferita per l’opinione pubblica, trattata come sciocca serva di un’informazione a tratti superficiale, nella migliore delle ipotesi. Oltre che, ovviamente, uno sfregio per l’immagine pubblica del presidente della Regione Calabria, nelle sue vesti di uomo e di rappresentante istituzionale.

Mario Oliverio non è un politico qualsiasi in Calabria, la sua è una storia lunga e consolidata, sempre al fianco dei più deboli ed a tutela dei diritti di ognuno, mai lontanamente sfiorato da indagini o dubbi sulla trasparenza della sua azione politica e sociale durante gli anni trascorsi a rappresentare i calabresi ad ogni livello istituzionale. Una storia riconosciuta da amici e avversari politici, cosi come dalle innumerevoli testimonianze di affetto e stima da parte dei calabresi che in questi mesi lo hanno raggiunto nel suo benamato paese, diventato suo malgrado un angusto rifugio, tutti più che convinti della sua correttezza e della sua onestà.

Cosa, tra l’altro, certificata anche dalla conclusione di un’altra indagine a suo carico, sempre per un presunto abuso di ufficio e sempre aperta dalla Procura di Catanzaro, chiusasi in questi giorni con un non luogo a procede per cui il GUP evidenzia “l’insufficienza e la contraddittorietà degli elementi acquisiti tali da non poter essere ragionevolmente superabili all’esito dell’istruttoria dibattimentale”.

Mario Oliverio oggi ha ripreso in pieno la sua attività politica come presidente della Regione Calabria e si appresta ad affrontare una nuova sfida elettorale, tra qualche mese. Qualcuno si chiede, a torto o a ragione, se la sua forza politica sia tale da cercare di aggredirla con metodi diversi da quelli politici.

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