A che punto è l’indagine sull’omicidio di Pamela Mastropietro

Focus

A 10 giorni dal ritrovamento del corpo le indagini sono ad una svolta. 3 gli indagati e ci sono elementi per l’omicidio volontario

Nelle ultime ore la vicenda collegata indirettamente alla manifestazione antifascista di oggi a Macerata, è arrivata ad una svolta. Sono saliti a tre gli uomini fermati per la morte di Pamela Mastropietro e per la Procura le indagini sono ormai chiuse.

Chi sono gli uomini fermati

Oltre a Innocent Oseghale, il primo uomo ad essere arrestato in relazione all’omicidio della giovane, sono stati fermati anche Lucky Desmond, 22 anni, e Awelima Lucky, 27 anni, residenti, rispettivamente a Montecassiano (Mc) e Macerata. La procura avrebbe individuato dunque i tre nigeriani responsabili della morte e poi del vilipendio del cadavere, ma non è chiara ancora tutta la dinamica di quanto avvenuto. Le autorità sono in attesa anche del responso dei Ris che potrebbero fare maggiore chiarezza sulla vicenda.

Quali sono i reati contestati

I reati ipotizzati dalla procura di Macerata sono quelli di omicidio, vilipendio, occultamento di cadavere e concorso in spaccio di stupefacenti.

Indagine chiusa

Per il Procuratore Giovanni Giorgio, con i due fermi avvenuti nelle ultime ore si può ritenere chiusa l’indagine. L’accelerazione si è resa necessaria per il fatto che “uno degli indagati si stava velocemente allontanando verso la Lombardia“. Nella relazione preliminare che il medico legale ha inviato alla Procura ieri sera è stato evidenziato come ci siano “elementi significativamente rilevanti” che la morte di Mastropietro sia stata causata da un “omicidio volontario”.

Chi era Pamela Mastropietro

Pamela Mastropietro era una 18enne romana ospite della comunità di recupero Pars di Corridonia per un problema di tossicodipendenza. Il suo corpo, fatto a pezzi e senza vestiti, è stato ritrovato il 31 gennaio di quest’anno nelle campagne di Pollenza, località vicino a Macerata. La ragazza si era allontanata dalla comunità senza documenti né cellulare, portando con sé solo un trolley rosso.

I sospetti su Oseghale

Lo stesso giorno del ritrovamento del corpo c’è già un sospettato e un arresto. Si tratta di Innocent Oseghale arrestato inizialmente con l’accusa di omidicio volontario oltre a quelle di vilipendio e occultamento di cadavere. A differenza degli altri due arrestati, entrambi regolari e richiedenti asilo, al momento dell’arresto Oseghale aveva il permesso di soggiorno scaduto.

Sono molti gli elementi contro l’uomo: è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza di una farmacia di Macerata dove sembrava seguire Mastropietro e un testimone avrebbe visto la ragazza entrare volontariamente nella palazzina in via Spalato 124, l’indirizzo dell’appartamento di Oseghale. Dentro gli in inquirenti hanno trovato i vestiti della ragazza e diverse impronte che sin dai primi giorni hanno lasciato pensare che ci fossero altre persone coinvolte con l’omicidio.

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