Giornata contro l’omofobia: la lotta è un esercizio giornaliero

Focus

“Ogni volta che dichiaro che Niccolò ha due mamme rendo lui più libero dai pregiudizi, più consapevole e più forte”. Le belle parole di Chiara Foglietta, genitore del primo bimbo con due mamme registrato alla nascita in Italia

Ogni volta che dichiaro che Niccolò ha due mamme rendo lui più libero dai pregiudizi, più consapevole e più forte. La lotta all’omofobia è un esercizio giornaliero”.  A scriverlo su Facebook, nella Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, è la consigliera comunale torinese del Pd Chiara Foglietta, genitore del primo bimbo con due mamme registrato alla nascita.

“‘Non hai paura che venga preso in giro tuo figlio?’ – scrive la Foglietta  – Quante volte ho sentito questa frase in questo primo mese di Niccolò. Quale madre non ne ha?” prosegue sottolineando che “hanno avuto paura per me i miei genitori, credo ne abbiano tanta ancora oggi. Perché l’omotransfobia esiste – aggiunge – Nella vita, nelle scuole, sui social, nei posti di lavoro. E si ‘combatte’ giorno per giorno mostrando noi stessi senza finzioni, facendo coming out, lavorando con le associazioni lgbt, creando leggi laddove mancano”. Dalla neo mamma arriva quindi una sollecitazione: “Siate liberi, siate voi stessi, siate sinceri. Sempre. Non siete soli”.

Perché si celebra oggi la Giornata mondiale contro l’omofobia?

L’evento, noto con l’acronimo IDAHOBIT (International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), è stata pensata da Louis-Georges Tin, curatore del “Dictionnaire de l’homophobie” per sensibilizzare l’attenzione di politici, opinion leader, movimenti sociali, pubblico e media sulle violenze e le discriminazioni subite dagli appartenenti alla comunità LGBTI in tutto il mondo.

Si è scelta proprio questa data perché il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle psicopatologie. Dall’anno della sua istituzione, l’evento ha ricevuto il riconoscimento ufficiale di diversi Stati e istituzioni internazionali come l’Unione Europea che dal 2007 appoggia l’evento sul suo territorio. Di quell’anno è la famosa “Risoluzione del Parlamento europeo sull’omofobia in Europa” che, all’articolo 8, ribadisce espressamente l’invito “a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni”.

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