One belt, one road. La nuova via della seta vista dall’Emilia-Romagna

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Un progetto ambizioso che mira a migliorare tutta la cooperazione tra la Repubblica Popolare Cinese e i Paesi Euro-Asiatici

“One belt, one road” letteralmente “una cintura, una via” è il percorso che ricalca l’antico cammino della via della seta che per oltre 2000 anni è stato attraversato dai commercianti che vendevano merci tra Oriente ed Occidente, passando per itinerari terrestri, marittimi e fluviali. Il suo nome evoca immagini relative a profumi di spezie esotiche e caravane nel deserto piene di merci preziose che ancora oggi continuano ad affascinare i viaggiatori. Dalle sponde del Mediterraneo, presso Tiro, la pista si dirigeva verso il cuore della Cina passando per l’Afghanistan. La via della seta passò in disuso in seguito allo sviluppo di rotte marine, più facili da percorrere.

In questi giorni stanno ri-partendo i primi treni merci che dall’Italia, attraversando Polonia e Russia, arriveranno nella provincia dello Sichuan in circa 18-20 giorni, con il vantaggio di impiegare un terzo del tempo rispetto al trasporto via nave e costare un quarto rispetto all’aereo. Si tratta di una soluzione particolarmente interessante per il trasporto mobili – ad esempio – che nei lunghi viaggi via mare risentono dell’umidità o per il vino che può essere danneggiato da sbalzi termici; più in generale, la scelta del treno è strategica per trasportare tutti i prodotti alimentari che potranno essere mantenuti in carri refrigerati.

“One belt, one road” è un progetto ambizioso che mira a migliorare dunque i collegamenti geografici e temporali ma più genericamente tutta la cooperazione tra la Repubblica Popolare Cinese e i Paesi Euro-Asiatici. Grazie ad un accordo di scambio tra il Partito Comunista Cinese e il Partito democratico, ho potuto visitare la Cina come membro di una delegazione di giovani amministratori italiani. In quella occasione ho potuto costatare di persona in alcuni incontri bilaterali con esponenti del governo cinese e del Partito comunista cinese la volontà di voler stringere dei gemellaggi con le città e le regioni italiane.

Proprio in queste settimane il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha guidato una missione istituzionale in Cina per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese emiliano-romagnole, la promozione turistica e culturale, per trattare sui temi dell’agroalimentare e la sicurezza alimentare nella settimana della cucina italiana nel mondo. A Guanghzou si è tenuto il World Food Forum sulla sicurezza alimentare; assieme all’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare, alle Università di Bologna, Parma e Piacenza, alla Chinese Academy of Sciences e Guangdong Food Industry è stato siglato il nuovo memorandum di collaborazione sulla sicurezza alimentare. Molte di queste iniziative sono nate durante l’esperienza di Expo 2015; la politica deve farsi carico di trasformare delle idee in progetti concreti e supportare le imprese affinché si creino forti relazioni internazionali.

“Non possiamo non guardare alla Cina come a una grande opportunità, specie per una regione come la nostra – afferma il presidente Bonaccini – che si conferma leader in Italia e in Europa come una delle regioni più avanzate per ritmo di crescita ed export pro capite”. Nel 2017 l’Emilia-Romagna si conferma la prima regione italiana per ritmo di crescita con un Pil che ha superato i 138 miliardi di Euro; gli investimenti diretti esteri in Emilia-Romagna hanno mostrato una tendenza positiva, tanto che la regione è la prima in Italia per export pro-capite.

Durante la missione il presidente Bonaccini ha accompagnato i sistemi fieristici come ad esempio il MacFrut di Rimini che ha partecipato per la prima volta con proprio stand a Horti China a Shanghai; a Pechino l’aeroporto di Bologna ha firmato un accordo con Blue Panorama Airlines per 60 voli charter il prossimo anno, preludio per i primi voli di linea in futuro. E sempre a Pechino il sistema turistico e culturale dell’Emilia-Romagna ha presentato le proprie eccellenze perché la Regione vede nella Cina un partner straordinario per promuovere prodotti ed export e attrarre imprese, investimenti e turisti veri in Emilia-Romagna.

Quello dell’Emilia-Romagna è un caso di successo; la politica deve sapere dare prova di affidabilità e serietà nei contesti internazionali per poter stabilire dei rapporti strutturali, duraturi e vincenti con i partner esteri. Sappiamo di avere un vantaggio competitivo: tutto il mondo vuole un pezzetto di Made in Italy, a noi spetta il compito di promuovere e valorizzare la genialità italiana.

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