Open Arms: ancora in mare, ancora senza soluzione

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La ong spagnola: “Siamo a 800 metri da Lampedusa, assurdo chiederci di tornare in Spagna”. Dopo 18 giorni in mare, cresce la tensione a bordo.

Si complica la situazione della nave Open Arms, da 18 giorni in mare, mentre, al di là della propaganda del governo gialloverde, continuano gli sbarchi di migranti sulle coste italiane (nella notte a Lampedusa sono arrivati 16 tunisini a bordo di un barchino che ha eluso ogni controllo).

Dopo il no del ministro dell’Interno allo sbarco delle 147 persone che si trovavano a bordo della Open Arms, dopo il successivo sbarco a Lampedusa prima di coloro che erano bisogni di cure mediche poi dei minorenni (24 giovani, tutti maschi), ora la ong spagnola ha una querelle aperta con il governo di Madrid.

Open Arms: assurdo chiederci di arrivare in Spagna

Ieri sera, infatti, dalla Spagna è arrivata la proposta di fare attraccare la nave della ong in un porto delle Baleari.

La risposta della ong non si è fatta attendere: “Dopo 18 giorni di stallo – scrive Open Arms in un comunicato stampa – Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato un accordo, individuando Maiorca come porto di sbarco, decisione che ci appare del tutto incomprensibile“.

Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa – si legge ancora – gli stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari e volontarie molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega. Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro“.

Da parte sua, il governo iberico, per bocca della vice presidente Carmen Calvo, ha espresso perplessità sul rifiuto della Open Arms: “Non è facile comprendere che questi migranti che si trovano in una situazione molto difficile e a cui è stato garantito un passaggio verso i porti che sono preparati per loro” non accettano l’offerta della Spagna. “Abbiamo offerto il porto più vicino, non possiamo portare i nostri porti in Italia“.

L’inconcepibile risposta di Salvini

Una spiegazione di ciò che sta succedendo tra Open Arms, il governo spagnolo e quello italiano, arriva dal quotidiano La Repubblica, nell’articolo firmato da Cristina Nadotti, dove si ricostruisco le responsabilità del ministro Salvini.

Secondo Repubblica, la tardiva disponibilità giunta dalla Spagna, si ricollega direttamente alle azioni del nostro governo: “La Spagna ha infatti tolto l’autorizzazione alla Open Arms a svolgere attività di ricerca e soccorso già sei mesi fa. Questo perché il governo spagnolo, attraverso la sua guardia costiera, si fa carico di salvare e portare a terra i migranti che cercano di raggiungere l’Europa attraverso la rotta occidentale“.

Non a caso, il premier spagnolo Pedro Sanchez spiega che “l’inconcepibile risposta delle autorità italiane, e in particolare del suo ministro dell’Interno Matteo Salvini, di chiudere tutti i suoi porti e le difficoltà esposte da altri paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna a guidare nuovamente la risposta alla crisi umanitaria“.

Open Arms allontana troupe Sky: troppa tensione a bordo

A bordo, intanto, la situazione è piuttosto tesa. Stamattina la troupe di Sky che, a bordo di un natante, era giunta vicino alla nave della Ong spagnola, è stata invitata ad allontanarsi.

Vi chiediamo di andare via – ha detto l’equipaggio della Open Arms – le telecamere creano una ulteriore situazione di pericolo di cui non c’è bisogno. La situazione a bordo è difficile“. Il timore è che altri migranti possano gettarsi in mare per raggiungere il mezzo utilizzato dall’emittente.

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